lunedì 28 gennaio 2013

Alfonso non c'e' piu'


               
                                                LETTERA A CUORE APERTO


"Antonella è una ragazza di Mestre e i gatti sono la sua più gratificante passione!

Purtroppo lo scorso anno è mancato Alfonso, un gattone adorabile e di inestimabile valore affettivo e oggi, a distanza di un anno lo piange ancora ed è in suo onore che vuole far leggere a tutti la sua storia!

S’incontrarono una mattina di Maggio e da allora nacque una grande e tenera amicizia, come se ne vedono poche tra gli uomini.

Antonella aveva bisogno di qualcuno da amare e fu così che Alfonso divenne per lei uno degli aspetti più importanti della sua vita. Era diventato per lei un gatto piuttosto insolito, non perché fosse di una razza poco comune, egli era infatti un bellissimo persiano dal maestoso mantello nero e con due grandissimi ed espressivi occhi color arancione, ma perché si comportava come una persona.

Alfonso per lei era magico!

Ogni mattina la sveglia che ha sul comodino accanto al letto suona alle 7 in punto tranne, ovviamente, la domenica, ma ad Alfonso nessuno mai gli aveva insegnato che i giorni festivi differiscono da quelli feriali così che puntualmente, meglio di un orologio svizzero, ogni domenica mattina alle 7 Alfonso andava silenziosamente sul letto, si avvicinava al suo viso e, con i suoi baffetti le solleticava leggermente l'orecchio, come se le dicesse: "Su, alzati non è più l'ora di poltrire".

Per lei era davvero un piacere preparare la sua colazione che, fin dall'inizio, aveva ottenuto priorità assoluta. Cucinava così il pollo, glielo tagliava a pezzetti su un tagliere di legno e lui, dopo essere salito su un piccolo sgabello, con la sua zampina le faceva capire che prima di metterglielo nella sua ciotola gradiva un assaggio dalle sue mani. Dopo aver gustato la sua razione se ne andava tranquillo sopra un ripiano che gli permetteva la vista dalla finestra, e con la zampina toccava leggermente e ripetutamente la tenda per farle capire che doveva scostargliela poiché era giunto il momento in cui doveva deliziarsi la vista con i passerotti . Così tutto assorto se ne stava per decine di minuti, se lo spettacolo era interessante, altrimenti se ne andava un po' sconsolato a fare il suo riposino del mattino.

Raramente dormiva come gli altri gatti, affondando la testa nella sua pelliccia, lui era speciale anche in questo, dormiva allungato sul letto di Antonella come una persona.

D'inverno dormivano insieme sotto le coperte ed entrambi con la testa sul cuscino, e lei lo abbracciava come fosse il suo orsacchiotto di peluche; lui immediatamente faceva le fusa e con quel dolce e confortante suono Antonella si addormentava. In quei momenti lei non lo vedeva più come un gatto, era il suo cucciolo, il suo cucciolo d'uomo, il suo bambino, e il suo cuore traboccava d'amore per lui.

Da quando l'ha conosciuto per la prima volta, ha riempito di gioia ogni istante della sua vita.

Antonella ha sempre ammirato il suo carattere libero, fiero e privo di pregiudizi. Lui non si faceva scrupoli, come invece fanno le persone, a dimostrare ciò che gli piaceva fare o meno, oppure esprimere apertamente la sua simpatia o antipatia nei confronti delle persone. Ecco perché è sicura che tutto l'affetto che le ha dato era sincero. Non solo è riuscito con i suoi modi a catturare il suo cuore e le ha fatto capire che dare amore è essenziale quanto il riceverlo.

Tra di loro si era instaurato un bellissimo e speciale rapporto d'amore e di amicizia; quando Alfonso la guardava con quei suoi dolci occhioni riusciva a leggere dentro di lei meglio di chiunque altra persona. Non erano importanti le parole perché bastava che lui la guardasse per sapere, anzi, per leggere la sua gioia o tristezza e, quando era triste voleva sempre andare in braccio come un bambino, appoggiava la sua testa sulla sua spalla e faceva le fusa ed ecco che spariva la tristezza, poi una strofinatina alle guance ed era come se lui le sussurrasse: "Non ti preoccupare, sarò sempre qui a proteggerti".

Invece non fu così, perché adesso lui non c'è più e le manca terribilmente!!! Aveva tanto bisogno del suo calore, della sicurezza che le dava, delle sue coccole. Antonella così ci dice:

<<Dal giorno in cui Alfonso non c'è più ho avuto il bisogno di credere che ci fosse un Dio, lassù da qualche parte, non volevo credere che tutto fosse finito, mi piace credere che Alfonso aleggi ancora tra le mura della mia casa e che, da anima buona quale lui era, ora è diventato l'angelo custode della casa.
Caro Alfonso, non potrò mai ringraziarti abbastanza per le innumerevoli lezioni di vita che mi hai dato, ma so che il tuo amore era puro e sincero così che per me rappresenta una benedizione e un privilegio.

Ho pubblicato volentieri questa lettera,anche se l'ho trovata su internet penso che alla
padroncina di Alfonso faccia piacere sapere che ci sono tante persone come lei che gioiscono vivono giocano soffrono e piangono per i loro amati cuccioli,

"CARA ANTONELLA SAPPI CHE NON SARAI MAI SOLA SE CONTINUI AD AVERE UN CUORE COSI' GRANDE" 

PS: il gatto delle foto non e' Alfonso
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