venerdì 28 dicembre 2012

Errori da evitare,



                                                                  CAPIRE L'ETICHETTA



Poiché per valutare la qualità di un alimento commerciale si deve controllare l’etichetta, è importante saperla interpretare correttamente.
 La prima cosa da verificare è la data di scadenza, che è obbligatoria e va sempre controllata prima dell’acquisto.
I mangimi migliori sono formulati per uno specifico stadio della vita, per esempio l’accrescimento, il mantenimento (gatti adulti), l’età avanzata (gatti "senior"), e questo è chiaramente specificato sulla confezione.

Le istruzioni riportano la quantità di alimento da somministrare quotidianamente, ma si tratta di un’indicazione media.
 La quantità effettiva va modificata in base alle specifiche esigenze, come il livello di attività. Se per esempio con la dose consigliata il gatto tende ad ingrassare, la si deve ridurre leggermente.

L’elenco degli ingredienti

Gli ingredienti che compongono il mangime vengono sempre elencati sull’etichetta in ordine decrescente di quantità, pertanto al primo posto si trova l'ingrediente in quantità percentualmente maggiore.
Nei migliori alimenti per gatti ai primi posti ci saranno sostanze di origine animale (carni, farine di carne, uova, fegato…), mentre in quelli più scadenti troveremo elencate una serie di sostanze vegetali, per esempio i cereali, fonte di proteine a buon mercato, ma poco adatte alla fisiologia di un animale strettamente carnivoro.

L’analisi

Una delle informazioni riportate nell’etichetta è l’analisi degli ingredienti, vale a dire i livelli medi dei vari nutrienti: proteine, grassi, fibra, ceneri e, se presente in percentuale superiore al 14%, anche l’acqua.
I carboidrati non sono indicati e vanno calcolati per sottrazione (100 meno tutti gli altri elementi).

 È importante sapere la percentuale di carboidrati, perché sono un ingrediente più economico della carne ma poco indicato per il gatto.
Maggiore è la percentuale di carboidrati, più scadente è il prodotto.
Per legge, l’etichetta è tenuta a riportare la percentuale di proteine ma non il loro valore biologico, perciò per capire se si tratta di un alimento valido occorre vedere quali sono gli ingredienti che forniscono le proteine: ovviamente, carne, pesce e uova saranno preferibili ai cereali.

Nel paragonare la composizione di diversi alimenti è un errore confrontare direttamente i valori indicati dall’etichetta, perché il paragone va fatto sulla cosiddetta sostanza secca, vale a dire dopo aver sottratto la percentuale di acqua.
L’acqua, infatti, può arrivare a quote molto elevate nei cibi umidi, fino all’80% circa.
 Per convertire ogni elemento in percentuale sulla sostanza secca si divide la sua percentuale come riportata sull’etichetta per la percentuale di sostanza secca (SS), che è 100 meno la percentuale di acqua.

Supponiamo, per esempio, di voler conoscere la percentuale di proteine sulla SS di un alimento che riporta in etichetta il 40% di acqua e il 26% di proteine. Sappiamo che la SS è del 60% (100 – 40% di acqua); avremo: (26 x 100) : 60 = 43, che è la quota proteica sulla SS. 

                             Gli Errori da Evitare



  • Non date al gatto cibo per cani: i gatti hanno fabbisogni alimentari diversi dai cani, ad esempio hanno bisogno di più proteine nella loro dieta, di alcuni aminoacidi, come la taurina e arginina, di alcuni acidi grassi, come l'acido arachidonico e l'acido linoleico e di vitamina A preformata. Ai gatti va somministrato un alimento formulato specificamente per loro.


  • Non scegliete alimenti commerciali in base al prezzo più basso, perché le materie prime di qualità hanno un costo. I prodotti di qualità hanno una digeribilità del 70-80%, quelli più scadenti del 60% circa. Alcuni tra i prodotti alimentari con prezzi più alti non sono necessariamente i migliori, ma molto raramente quelli con i prezzi inferiori sono alimenti di buona qualità.

  • Nutrire il gatto esclusivamente con carne, tonno in scatola o polpa di pesce causa gravissime carenze di calcio che danneggiano lo scheletro, soprattutto nei gattini in crescita.


  • I ritagli grassi, in gran quantità, non solo causano obesità ma possono causare la pancreatite, una grave condizione che può causare la morte.

  • Il fegato va dato in quantità molto modesta (non più di un boccone alla settimana) perché può causare tossicità da eccesso di vitamina A, che causa dolorose alterazioni dello scheletro.

  • Il bianco d'uovo crudo contiene una sostanza, l'avidina, che distrugge la biotina, una vitamina del gruppo B, causandone la carenza.

  • Il polmone ha un valore nutritivo molto scarso.

  • Ossa e lische sono molto pericolose e non vanno mai date ai gatti; possono rimanere incastrate o lacerare la bocca, l'esofago e il resto dell'apparato digerente.







    FONTE



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