martedì 10 dicembre 2013

La storia di Nessuno




Ti ho visto mentre correvi disperato dietro quella macchina, negli occhi l’incredulità e la speranza che si trattasse di un errore. Correvi sconvolto e per la prima volta ho sentito il tuo pianto. Un pianto quasi umano, un lamento lacerante che strazia le orecchie e la coscienza.
A chiunque ne possieda una, chiaramente.
Sei stato scaraventato da una macchina, mollato lì come fossi spazzatura che puzzava troppo nell’abitacolo, come quando hai poco spazio nella valigia e devi per forza scartare qualcosa. Forse eri ingombrante, forse scomodo, semplicemente qualcosa di cui liberarsi al più presto. Non importa come o dove. Il fatto che abbiano scelto una delle modalità peggiori, disumane, meschine, buttandoti giù dalla loro macchina in corsa, di notte, in una strada trafficata e pericolosa, a loro questo non credo interessasse. L’importante, ripeto, era disfarsi di te: vivace, vitale, dispendioso, bisognoso, troppo per i loro gusti.
Magari per Natale la figlia di sette anni ha insistito allo sfinimento per avere un cucciolo e quando la bambina chiede, loro da buoni genitori, le danno quel che vuole. Senza riflettere che i cani regalati a Natale, così dolci sotto l’albero con un fiocco rosso attorno al collo, che ti fanno diventare vincitore indiscusso per il regalo più bello, fra applausi e spumante, verso luglio sono già adulti. Così, quello che ti ha fatto compagnia per tutti questi mesi, che ti ha festeggiato a ogni rientro, anche se sei stato via solo per pochi minuti, quello che ti ha distrutto le ciabatte ma poi ti ha leccato la faccia per farsi perdonare, è diventato improvvisamente un impiccio. Una faccenda da sbrigare. Perché ora non sai come fare a passarti le vacanze spensierate a Fregene – Ostia – Milano marittima – Salento – Eolie – Formentera – Grecia – Sardegna – lago – montagna.

In Italia, si sente ancora gente dire che la sterilizzazione è un atto innaturale da compiere su un cane.  E, sempre in Italia, perché questo è il mio paese e io di “lui” voglio parlare, quando dall’atto più naturale del mondo nascono cuccioli in sovrannumero, non si sa esattamente cosa fare. Allora a quel punto il codardo, nonostante sia tentato, non ha il coraggio di farla troppo grossa, di chiudere i cuccioli in una busta e gettarli nel cassonetto, perché tempo fa ha letto di una storia simile su Facebook ed egli stesso è rabbrividito, ha messo “mi piace” al link e lo ha  condiviso accompagnandolo a una banale frase di sdegno. Perciò, il codardo, sceglie il male minore per la propria coscienza: “lo lascio libero, per strada, dopotutto è solo un cane”.
Stavolta però posso raccontarvi un lieto fine: dopo tre giorni insieme a noi, siamo riusciti a trovare una casa e una famiglia degna per questo cane sfortunato. Ma questa rimane la storia di nessuno, la storia e l’esempio che non cambierà le cose, perché per uno salvato, migliaia sono ancora lì, con gli occhi tristi sul ciglio di una strada.
Quante altre volte ne incroceremo uno?

Fonte
http://l-isola-di-lolla.blogautore.repubblica.it/2013/08/27/la-storia-di-nessuno/
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