sabato 19 ottobre 2013

IL Gattino quando la mamma non c'e'

Quando nasce un gattino e la mamma NON c'è: allattamento e cura dei GATTINI orfani
Tutte le informazioni essenziali su come allattare un gattino: siringa o biberon? Qual è la posizione corretta? Cosa fare dopo? E se il cucciolo continua a non crescere?
A cura di Adriana Silvestro

Quando nasce, un cucciolo di gatto pesa circa 100 grammi. E’ una creaturina  gracilissima, con gli occhi chiusi, che striscia sulla pancia ed ha le zampette così sottili che sembra che un soffio possa spezzarle.
In genere, accanto a lui c’è la mamma. E se c’è la mamma e sta bene, è tutto a posto.
Ma in alcune situazioni il cucciolo potrebbe non avere accesso al latte materno: i cuccioli potrebbero essere troppo numerosi, la madre potrebbe essere malata o morire dopo averli messi al mondo; o potrebbe rifiutare qualche cucciolo o, ancora, un gattino potrebbe essere stato abbandonato quando ancora necessita di latte.
Cosa fare in questi casi? Come provvedere al suo allattamento?
Dovremo diventare noi dei “surrogati” della sua mamma.


Vi elenchiamo ora alcune informazioni essenziali su come allattare un gattino. 

1. Posizione del gattino.
Il gattino deve stare in posizione prona, cioè appoggiato sulla pancia, nella stessa posizione che assumerebbe se succhiasse il latte dalle mammelle della madre. Non mettete il micio in posizione supina o come posizionereste un bambino: in questo caso potrebbe anche finirgli del latte nei polmoni. La testina del micio deve essere eretta ed il collo steso.

2. Biberon o siringa?
Una siringa (da 1 ml o 3 ml) permette di misurare con più facilità la quantità di latte ingerito. Conducete la testina del micio verso la siringa (ovviamente SENZA AGO) , ma con la massima delicatezza e premete lo stantuffo lentamente. Alcuni preferiscono usare la siringa nelle prime settimane, per poi passare al biberon in quelle successive.
I biberon in genere, all’acquisto non hanno fori. Praticate un piccolo foro con un ago sterile o passato sulla fiamma. Il foro non deve essere troppo largo, deve permettere la fuoriuscita di alcune gocce di latte. Portate il biberon verso la bocca del micio e fate fuoriuscire una o due gocce di latte. Una volta sentito il sapore del latte, il micio dovrebbe continuare a succhiare da solo. Il latte deve essere a temperatura ambiente. Praticate un solo foro al biberon. Se mentre il gattino succhia, fuoriesce del latte, vuol dire che il foro è troppo grande.
Dopo ogni pasto, bollite il biberon. I cuccioli che non hanno avuto il cosiddetto “primo latte”, cioè il colostro, dalla madre nelle prime 76 ore di vita, hanno meno difese immunitarie e possono andare soggetti a diarree.

3. Aumento di peso del gattino
Alla nascita, un cucciolo di gatto pesa dagli 85 ai 120 grammi. Una normale crescita prevede che il suo peso aumenti di 10 grammi circa al giorno. In una o due settimane il peso dovrebbe raddoppiare. Se ciò non accade, occorre chiamare il veterinario, perché il cucciolo ha evidentemente bisogno di un nutrimento extra che deve essergli iniettato.

4. Frequenza dei pasti
Nei primi giorni di vita, lo stomaco del micio è molto piccolo: questo è il motivo per cui deve essere allattato spesso. Durante le prime due settimane, i gattini dovrebbero essere allattati ogni tre/quattro ore o sei/sette volte al giorno. Durante la terza settimana, cinque/sei volte al giorno. Alla quarta settimana i cuccioli dovrebbero essere pronti ad ingerire dei cibi solidi. Ma è meglio continuare ad allattare il gattino fino almeno alla sesta settimana di vita. A prescindere da motivi nutrizionali, protrarre l'allattamento porta molti benefici psicologici al gattino. Un parere personale: lasciate che sia il gattino a decidere quando non vuole più succhiare latte.
Crescendo lo stomaco del gattino riesce a far cagliare il latte al suo interno, formando una riserva, questo è il motivo per cui gli intervalli fra un biberon e l'altro possono quindi gradatamente allungarsi.

5. Latte artificiale per cuccioli
Il latte vaccino non è idoneo nell'alimentazione dei gattini, per cui si deve ricorrere al  latte artificiale per cuccioli, liquido o in polvere. Va somministrato in contenitori puliti o sterilizzati. Se purtroppo il gattino non ha avuto nemmeno modo di assumere il colostro, il "primo latte" delle mamma, entro le prime ventiquattro ore dalla nascita, sarà sicuramente più esposto alle malattie.

6. Dopo ogni pasto il cucciolo deve emettere l’aria che ha ingerito. Per fargli fare il cosiddetto ruttino, poggiatelo verticalmente alla vostra spalla e dategli dei colpetti delicati sulla schiena.

7.  Dopo ogni pasto, massaggiate l’ano e l’orifizio urinario del piccolo con un batuffolo di ovatta bagnato con acqua tiepida. E il tipo di stimolo che gli avrebbe praticato la madre leccandolo, portandolo così a urinare e defecare. A tre settimane, in genere, i cuccioli non hanno più bisogno di essere aiutati in queste funzioni.

8. Tra una pasto e l’altro i cuccioli dormono. E’ facile capire se un cucciolo ha fame: quelli che non sono nutriti abbastanza miagolano lamentandosi, oscillano la testa da un lato e dall’altro e succhiano ciò che hanno a portata di bocca nella cesta.

9. Alcuni cuccioli sono così deboli e gracili da non avere la forza di succhiare e ingerire il latte. In questi casi, dovete ricorrere immediatamente al veterinario, perché il solo modo per salvargli la vita sarà nutrirlo con un tubicino. Ma l’operazione va effettuata solo da mani esperte o, comunque, deve essere appresa solo sotto la guida di un esperto che ve la illustrerà di persona.

10. Ricordiamo anche in questa occasione l'importanza di accarezzare spesso i gattini, fin dai loro primi giorni di vita. Questo li aiuterà nella socializzazione con gli esseri umani.








Fonte
http://www.farminachannel.com/gattini_articolo.php?articolo=759

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