sabato 13 luglio 2013

S. O. S. Pronto intervento Volatili



Come comportarsi

In primavera può succedere di imbattersi in giovani uccelli a prima vista abbandonati dai genitori e bisognosi di aiuto. A volte però, l’abbandono è solo apparente e prelevando il piccolo dal suo ambiente, impediamo che questo venga allevato dai suoi veri genitori. Altre volte il piccolo è effettivamente in pericolo di vita, ma non sappiamo come comportarci per nutrirlo e crescerlo nel migliore dei modi, al fine di reintrodurlo in natura.



Norme igieniche e di sicurezza: quando si rinviene un animale selvatico è sempre opportuno maneggiarlo con i guanti o avvolgendolo delicatamente in un panno.

Durante le operazioni di toelettatura dell’animale e di disinfezione delle ferite è opportuno indossare guanti usa e getta per proteggersi da eventuali infezioni e per evitare di diventarne noi stessi i vettori.

E' sempre corretto raccogliere gli uccelli che si trovano a terra? NO!
numerose specie di uccelli passeriformi e rapaci (merli, civette, allocchi, ecc.) abbandonano spontaneamente il nido quando non sono ancora in grado di volare bene e continuano ad essere nutrite a terra dai genitori.

Bisogna capire se i piccoli sono stati abbandonati oppure no.


È quindi necessario attendere, senza farsi scorgere, mezz'ora - un'ora circa per gli uccelli diurni e un paio d’ore, a partire dal tramonto, per gli uccelli notturni.
In modo specifico possiamo distinguere tra i piccoli di uccello trovati fuori dal nido e privi ancora di piume,  che, se possibile, devono essere rimessi nel nido; e i giovani già coperti di piume trovati a terra che, invece, non sono orfani ma bensì si sono lasciati cadere ai piedi del nido e continuano a essere nutriti dai genitori.


Quando è necessario soccorrere gli uccelli trovati a terra?

1)    Quando si tratta di nidiacei nudi o con poche piume e non c'è possibilità di rimetterli nel nido, oppure sono feriti;

2)    quando si tratta di uccelli sicuramente abbandonati dai genitori;

3)    quando si tratta di rondoni.

 E’ opportuno in ogni caso sottoporre il trovatello a visita veterinaria ed eventualmente affidarlo a un  CENTRO RECUPERO FAUNA SELVATICA  dove avrà la possibilità di esercitarsi in voliera prima del rilascio.

Come curarli

Controllare l'aspetto esteriore

Se il piccolo è sporco sotto la coda, pulirlo con un batuffolo di cotone bagnato in acqua tiepida e rimuovere tutti i residui di escrementi.
 Quindi, sempre con del cotone inumidito, massaggiare la zona cloacale con movimenti delicati ma rapidi per favorire la defecazione che potrebbe essere resa difficoltosa dalla presenza di feci indurite. Quindi osservare le condizioni del becco: se sporco, anche questo va pulito con cotone e acqua tiepida.

Se il pulcino presenta delle ferite, vanno tutte pulite e disinfettate con prodotti tipo Bialcol, Citrosil e simili. Evitare l’uso di mercurio cromo e tintura di iodio perché possono essere dannosi.

 Dove tenerli

È importante che i piccoli mantengano una posizione corretta (= zampine sotto al corpo) e necessitano pertanto di un giaciglio a coppa. Lo si può costruire usando un cestino foderato di stracci o paglia e ricoperto di carta assorbente da cambiare quando si sporca.

Il pulcino, accovacciato nel suo nuovo nido, va quindi collocato in una scatola di cartone coperta con zanzariera fermata con nastro adesivo, oppure col coperchio - in tal caso fare dei buchi per l'aria nella scatola.

La scatola va tenuta vicina a una fonte di calore (per es. una borsa dell’acqua calda o un tappetino elettrico) così da ottenere una temperatura di 25-30°C.
NB: se il piccolo tiene il becco aperto e fatica a respirare vuol dire che ha troppo caldo! Bisogna quindi osservare sempre con attenzione come reagisce alla temperatura e regolarsi di conseguenza.

Alimentazione

 NON SOMMINISTRARE MAI LATTE AGLI UCCELLI!!!
 NB: i pulcini che hanno meno di una settimana di vita (sono senza penne) sono difficili da allevare. Richiedono cibo in continuazione e devono essere tenuti al caldo. L’alimentazione varia ovviamente in rapporto alla specie di uccello di cui ci dobbiamo occupare. È quindi importante capire che tipo di uccello abbiamo davanti, il che non è sempre facile.

Si possono distinguere genericamente diversi gruppi di uccelli in base al loro regime alimentare, tenendo però presente che in realtà non si ha mai dipendenza completa da un unico tipo di alimento. Per esempio uccelli insettivori come le cince è ben noto che sono in grado di cibarsi anche di semi teneri e bacche per superare l’inverno, mentre l’airone, notoriamente piscivoro, si nutre di una gran quantità di rane, topi, topiragno, serpenti, insetti e molluschi.


 A)    Carnivori : sono i cosiddetti rapaci diurni e notturni: falchi, aquile, civette, gufi e simili. Presentano becco adunco e zampe con artigli potenti.

B)   Insettivori : gli uccellini che catturano insetti sul terreno o sulla vegetazione presentano un becco molto sottile e appuntito, come le cince, oppure appuntito ma un po’ più robusto come il pettirosso. Quelli che invece catturano le prede esclusivamente in volo hanno becco brevissimo, piatto e largo (rondini, rondoni, succiacapre). Vi sono poi uccelli specializzati a catturare insetti anche sotto la corteccia degli alberi e riescono a forare il legno grazie a un becco duro, appuntito e ben fissato al cranio: sono i picchi.

C)    Granivori : uccellini con il becco breve, conico e molto robusto, atto a rompere i gusci dei semi: passerotto, verdone, frosone, fringuello, ecc.

D)    Piscivori : appartengono a questa categoria uccelli piccoli come il Martin pescatore, e di grandi dimensioni come gli aironi, le garzette e così via. Si tratta di animali che vivono in prossimità dei fiumi e sono caratterizzati da becco lungo, appuntito e compresso.

E)    Onnivori : si tratta soprattutto dei corvidi (gazze, cornacchie, ghiandaie, ecc.)
Uccelli rapaci diurni e notturni: falchi, poiane, civette, allocchi, gufi.


NB: Allevare questi uccelli al fine di reintrodurli in natura richiede un certo grado di  specializzazione.

Si tratta infatti di animali facilmente influenzabili dall'uomo e il contatto con noi può renderli incapaci di sopravvivere una volta liberati.

 È molto elevato il rischio di crescere un animale sano e abile al volo che però, una volta rilasciato nel suo ambiente, non sarà in grado di nutrirsi autonomamente e sarà destinato a morire di fame.

Cibo

Quaglia e pollo. Nei primi giorni di vita dare solo la carne cruda tagliata a pezzettini avvicinandola al becco dell'animale con delle pinzette a punta tonda. Includere anche pezzettini di osso quando il piccolo ha già 5-6 giorni. Per stimolare il piccolo ad aprire il becco strofinare la carne su lato del becco stesso. È necessario aggiungere vitamine e minerali per rendere la dieta bilanciata - rivolgersi quindi a un veterinario.

I rapaci non hanno bisogno di bere, bisogna però inumidire la carne nell'acqua prima di dargliela.

Quantità e frequenza dei pasti
fornire carne fino a che il gozzo è pieno o il piccolo cessa di chiedere. Nutrire ogni 2-3 ore durante il giorno (anche i rapaci notturni).

 Passeriformi: storni, merli, tordi, capinere, silvie, pettirossi, luì, usignoli, allodole, scriccioli, cince, ballerine, ecc.

Cibo
nei negozi per animali è possibile trovare dei pastoni per insettivori.

Mettere un po' di cibo su un pennellino e infilarlo nella gola del piccolo - alternare cibo e acqua somministrandola nello stesso modo. Se il pulcino non apre il becco dobbiamo aprirlo noi delicatamente.

Dopo ogni pasto pulire l'animaletto con una salvietta dai resti di cibo.

Quantità e frequenza dei pasti

Dare cibo fino a che il pulcino cessa di chiederne. Nella prima settimana di vita  nutrire ogni 15 minuti durante tutto il giorno (per 12 ore, dall'alba al tramonto). Diminuire la frequenza da ogni 15 minuti a mezz'ora a ogni 2 ore quando il piccolo raggiunge le 2 settimane di vita.

Svezzamento

A partire dalle 2 settimane di età, cioè quando i piccoli hanno gli occhi aperti le penne, aggiungere insetti alla dieta (tarme della farina decapitate) e acquistare in un negozio per animali l'apposito pastone che andrà inumidito con acqua. Quando il pulcino inizia a uscire dal nido lasciare dei piattini con acqua e cibo per incoraggiarlo a mangiare da solo.

Rondini, balestrucci, topini, rondoni,Succiacapre,Picchi,Folaghe, gallinelle
 

Nido

Nel caso di rondini, rondoni, ecc., quando il pulcino è ormai grande è necessario inserire nella scatola un asciugamano che dalla parete arrivi sul fondo della scatola, tipo drappo, per consentire all'animale di stare aggrappato verticalmente senza schiacciare la coda sul pavimento.
Cibo
carne cruda tritata e tarme della farina (tenebri) decapitate e mischiate alla carne.

Mettere un po' di cibo su un pennellino e infilarlo nella gola del piccolo.
 Dopo ogni pasto pulire becco e musetto con una salvietta dai resti di cibo.

Per folaghe e gallinelle si può dare anche tuorlo d'uovo bollito e pastone per insettivori.

Quantità e frequenza dei pasti

Offrire cibo fino a che il piccolo cessa di chiederne. Nutrire ogni mezz'ora durante l'arco del giorno.
Svezzamento

A 2 settimane di età, cioè circa quando il pulcino ha gli occhi aperti, dare solo tarme della farina decapitate che possono essere somministrate con pinzette a punta rotonda.

È necessario nutrire a mano rondini e rondoni fino al giorno del rilascio.

Per gli altri uccelli è invece bene incoraggiarli a mangiare da soli lasciando il cibo e l'acqua in un piattino.



Passeriformi: passeri, fringuelli, cardellini anche tordi e merli, ecc.

Galliformi: fagiani, quaglie, pernici

Oche, cigni e anatre

Tortore e piccioni

Cibo

Si può acquistare in un negozio di animali del pastoncino per canarini che va preparato fresco ogni giorno e conservato in frigo tra un pasto e l'altro. Nel caso non si abbia subito la possibilità di acquistare il prodotto è possibile preparare il pastoncino anche in casa , miscelare in parti uguali il tuorlo di 1 uovo sodo (mettere l'uovo in un tegame con acqua fredda e fare bollire almeno 15 minuti), ricotta di latte vaccino e semolino aggiungendo acqua quanto basta per ottenere un pastoncino morbido che andrà somministrato con una siringa senza ago o con una palettina. Si può conservare in frigorifero ma non va mai usato freddo.


Mettere un po' di cibo su un pennellino e infilarlo nella gola del piccolo - alternare cibo e acqua somministrandola nello stesso modo. Se il pulcino non apre il becco dobbiamo aprirlo noi delicatamente.

Quantità e frequenza dei pasti

Dare cibo fino a che il pulcino cessa di chiederne. Nella prima settimana di vita  nutrire ogni 15 minuti durante tutto il giorno (per 12 ore, dall'alba al tramonto). Diminuire la frequenza da ogni 15 minuti a mezz'ora a ogni 2 ore quando il piccolo raggiunge le 2 settimane di vita.

Svezzamento

A partire dalle 2 settimane di età (gli occhi sono aperti) dare cibo per adulti cioè granaglie continuando per un po' con il pastone ma diminuendo la quantità. Per i Galliformi considerare 5 settimane di età per iniziare lo svezzamento.

Quando il giovane esce dal nido lasciare dei piattini con acqua e cibo per incoraggiarlo a mangiare e bere da solo. Scegliere un contenitore per l'acqua tale da impedire che il giovane possa caderci dentro.

 
Aironi, cicogne, trampolieri

Svassi, strolaghe, cormorani

Gabbiani, sterne

Cibo

 
Pesce crudo o carne cruda a pezzetti inumiditi nell'acqua - per le specie più piccole, come il Martin pescatore vanno bene anche pesciolini piccoli interi. Somministrare il cibo con pinzette a punta arrotondata facendole dondolare davanti al piccolo; fare arrivare il boccone dall'alto nel caso di sterne e gabbiani. Oppure si può frullare il cibo e somministrarlo con una siringa a cui è stato tolto l'ago. Per specie piccole usare una siringa da insulina, per quelle grandi una siringa da 2,5 o 5 ml.

Quantità e frequenza dei pasti

Dare cibo fino a che il pulcino cessa di chiederne. Somministrare il pasto ogni 2 ore circa.

Svezzamento


Quando il piccolo ha ormai messo le penne incoraggiarlo a nutrirsi da solo lasciando il cibo inumidito in una ciotola.

PASSERIFORMI: cornacchie, gazze, corvi, ghiandaie, gracchi, taccole, ecc.


NB!!! Allevare questi uccelli al fine di reintrodurli in natura richiede un certo grado di specializzazione, poiché sono facilmente influenzabili dall'uomo.

L'eccessivo contatto con noi può renderli dipendenti dalla nostra presenza, per cui, una volta liberati, torneranno a cercare l'uomo, per esempio provando a entrare nelle case.

È molto elevato il rischio di crescere un animale sano e abile al volo che però, una volta rilasciato nel suo ambiente, non sarà in grado di condurre la normale vita di un suo simile selvatico.

Cibo

Larve d'insetto e uova strapazzate all'inizio, poi aggiungere pane, patate e carne tritata. Il cibo va inumidito prima della somministrazione. Quando il pulcino apre il becco inserire il boccone in gola con una spatolina o pinzette a punta arrotondata. Si può incoraggiare l'apertura del becco imitando il verso dei genitori - in questo modo il piccolo associerà il suono al pasto.

Quantità e frequenza dei pasti

All'inizio dare piccole quantità di cibo frequentemente, circa ogni mezz'ora dall'alba al tramonto, se il pulcino è molto piccolo (nudo o quasi). Controllare sempre le dimensioni del gozzo per evitare di dare troppo cibo.


Svezzamento

Aggiungere al solito pasto dei pezzetti di pollo. A circa un mese di età il piccolo inizierà a saltellare intorno al nido battendo le ali vigorosamente: inserire nella scatola o gabbia un trespolo per consentire all'uccello di aggrapparsi. Quando è in grado di stare in equilibrio è il momento di spostarlo in una voliera di 1mq, sempre con un nido e vari trespoli. Dopo 3 settimane potrà essere spostato in una grande voliera dove dovrà essere incoraggiato a cercare il cibo da solo; spargere il cibo per la voliera. Sarà pronto per la liberazione a fine estate.

Rilascio

In generale tutti gli uccelli devono essere spostati in una apposita voliera almeno 2 settimane prima della liberazione per consentire loro di esercitarsi.

Per quanto riguarda gli uccelli acquatici, questi devono potere esercitare anche il nuoto, facendo attenzione che l'animale, ai primi tentativi, non anneghi.

Per aiutare gli uccelli liberati a superare le prime difficoltà è necessario continuare a offrire cibo lasciandolo nella voliera o nella zona di rilascio, diminuendo  gradualmente la quantità nel tempo.

Per queste ragioni è fondamentale consegnare il trovatello a un centro specializzato per il recupero della fauna selvatica dove potrà trovare le strutture idonee e il personale specializzato alla sua reintroduzione in natura.



Per consegnare animali selvatici in difficoltà contattare il Centro Fauna Selvatica "Il Pettirosso" - www.centrofaunaselvatica.it - attivo a Modena dalla primavera del 2002, al numero 339 8183676.

   
Posta un commento