martedì 26 marzo 2013

Mondo Gatto


Chi convive con i gatti sa bene come ognuno di loro abbia un carattere proprio, una personalità che li distingue l’uno dall’altro.


 Questo concetto, che per molti potrebbe sembrare ovvio (sono essere viventi non certo cose) è in realtà spesso sconosciuto a molte persone che tendono, per cultura e per scarsa conoscenza del mondo felino ed animale in genere, a non assegnare un carattere specifico, ovvero un’individualità ai ns. amici pelosi.
Sono in realtà propensi a standardizzare i temperamenti ed i comportamenti conseguenti ad essi, rendendoli unici a tutta la specie, un po’ come fanno le enciclopedie.
Così spesso sentiamo dire che i gatti sono completamente indipendenti, opportunisti e spesso furastici.
Chi conosce i gatti sa che se questo stereotipo  è  valido  per  alcuni mici,   per  molti altri
decisamente no.
Esistono gatti paciosi, che non solo si lasciano accarezzare ma addirittura, tirare la coda oppure i baffi, altri ancora sono più giocherelloni di altri.
 Questi diversi caratteri danno vita a comportamenti differenti, alcuni dei quali anche bizzarri e divertenti.
 Ne sono un esempio i racconti del veterinario e scrittore argentino Alexander Gonzales, oggetto di veri e propri agguati mattutini da parte del suo amato micio.
Quest' ultimo si divertiva la mattina presto a nascondersi dietro un mobile del corridoio nell’attesa del passaggio dell’insonnolito padrone, diretto in cucina con l’intento di prepararsi un buon caffè.
Una volta giunto sul posto Gonzales, che fingeva ogni volta di non vederlo, veniva “assalito” dal suo gatto che per scherzo simulava di mordergli il polpaccio e fuggiva via immediatamente felice dell’esito dell’agguato e deliziato dalle urla del suo amico umano, a sua volta divertito della burla.
Curioso era anche il comportamento della gattina  siamese  Pallina   del  noto entomologo Giorgio Celli,autodefinitosi gattofilo impenitente.
 Racconta Celli che la micina aveva una particolare abitudine: le piaceva, tramite un salto sulla spalliera del divano, salire in testa all’ospite a lei più simpatico, accomodandosi in bilico e dando, contemporaneamente, segnali inequivocabili di piena soddisfazione.
Immaginiamo le reazioni esterrefatte dei malcapitati di turno, spesso austeri professori universitari o eleganti signore dell’alta borghesia.
Per la povera Pallina, che molte volte si esibiva in incredibili prove di equilibrismo a seguito delle scomposte reazioni dell’ospite prescelto, era un segnale di predilezione.
Immancabilmente, a tale operazione veniva sottoposto lo stesso Celli, il quale, dopo aver pazientemente atteso che la sua gattina trovasse la posizione più comoda, alzando gli occhi in su diceva: “Si sta bene lassù?” e lei, invariabilmente rispondeva “Miao!”.


FONTE

 http://www.gattoamico.it/tuttigliarticoli/altri/comportamenti%20bizzarri.htm
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