lunedì 7 gennaio 2013

Cane e gatto: una convivenza possibile




Cane e gatto: una convivenza possibile che può trasformarsi in un grande amore



    “... Come cane e gatto”: due nature inconciliabili? ... Ma per niente!!!

Adriana Silvestro              

Quando guardo il mio cane ed i miei gatti dormire beatamente l’uno accanto agli altri, mi chiedo sempre da  quali esperienze sia nato l’uso  dell’espressione “sono come cane e gatto”, con la quale si è sempre indicata l’impossibilità di conciliare due persone dai caratteri e dalle modalità troppo ostili e differenti tra loro e per questo non suscettibili di armonizzazione.

Ma probabilmente dimentico che tale metafora si riferisce ai gatti e ai cani randagi che sicuramente sviluppano delle peculiarità caratteriali diverse da quelli di proprietà.
 Ne è prova che i gatti randagi che incontro passeggiando con il mio cane scappano quasi tutti. Quelli che non scappano, inarcano la schiena e rizzano il pelo, osservandoci attentamente, con la palese speranza che ci allontaniamo al più presto possibile.
 Ma suppongo che anche un coniglio, un uccello, una lucertola o un topo farebbero lo stesso. Quale creatura vivente non teme l'avvicinarsi di un predatore sconosciuto e almeno 20 volte più grosso di lui?

La chiave di tutto è in questa parola: “sconosciuto”

Ma se fanno conoscenza, ecco che cane e gatto possono convivere pacificamente in una stessa casa, diventare amici, giocare insieme e arrivare anche a dormire l’uno accanto a all’altro (con beneficio massimo per il gatto che, amando il calore ed essendo più piccolo, si pasce beatamente tra le zampe pelose del cane…).
Il grado di felicità di tale convivenza dipende da vari fattori. Si possono verificare tre casi:
1. Cane e gatto entrano in una stessa casa da cuccioli.
2. La casa è già abitata da un gatto adulto e un cucciolo di cane è il nuovo ospite.
3. La casa è già abitata da un cane adulto e il cuccioli di gatto è il nuovo ospite.

Il primo caso in genere non pone problemi.

Abbiamo già analizzato lo sviluppo del comportamento sociale dei gattini e l’importanza  della socializzazione nei cuccioli di cane per ridurne al minimo l’aggressività: se crescono insieme saranno amici e, anzi, tale esperienza si rivelerà un bene per entrambi. E’ stato anche osservato che i due piccoli amici sviluppano un linguaggio comune e si scambieranno i rispettivi “segnali”: il cane userà molto più spesso partire dal naso per conoscere gli altri (gesto tipico dei gatti) e il gatto scodinzolerà molto di più (gesto tipico dei cani).
Se si possiede già un gatto o un cane adulto, invece, possono sorgere dei problemi.

La reciproca conoscenza va fatta sotto la nostra stretta sorveglianza. Non c’è creatura più giocherellona, sprizzante esuberanza e amicizia di un cucciolo di cane. Ma è assai probabile che ad un felino adulto e “padrone di casa” tale sfrenato e allegrissimo atteggiamento sulle prime…dia proprio sui nervi! Quindi è opportuno che un cucciolo di cane non sia lasciato MAI solo con il gatto, se non siamo ancora sicuri che “pace è stata fatta”, cioè che il gatto si sia rassegnato e abituato all’entusiasmo canino. State attenti, perché il gatto quando graffia mira all’occhio del cane e può procurargli danni permanenti.

Il caso in cui il cane sia già adulto e il nuovo arrivato sia un micio pone, in genere, minori difficoltà. I cani sono più bonaccioni e pazienti dei gatti, di norma. A meno che il cane non nutra un’ostilità individuale verso i baffuti, non ci saranno problemi. Può darsi che il micio rischi di venir travolto dal galoppo del cane, può darsi che faccia qualche volo appendendoglisi alla coda, può darsi che si ritrovi tutto umidiccio perché il cane lo lecca troppo… ma più di questo non accade.
In ogni caso: il rapporto va supervisionato e “guidato” con attenzione dai proprietari. I due nuovi “amici” si analizzeranno e si conosceranno un po’ alla volta, in un miscuglio di sorpresa, paura, entusiasmo e diffidenza.
 All’inizio potranno manifestare una leggera aggressività o una troppa eccitata curiosità, ma alla fine diventeranno fratelli. Anche il territorio diventerà, alla lunga, un bene “comune”. Va detto che ognuno deve avere la propria ciotola (saranno loro poi a decidere se condividerla).


             
Poiché l’eventuale “minaccia” è rappresentata dal cane o gatto adulto, consigliamo, nei loro primi approcci, di tenere  il cucciolo tra le vostre mani e di osservare la reazione dell’adulto. Un altro consiglio frequente -e molto sensato- è quello di “premiare” il pet adulto già abitante della casa con un biscottino all’arrivo del cucciolo: assocerà così il nuovo arrivato a “qualcosa di buono” per lui. Evitate poi di rivolgere improvvisamente tutte le vostre attenzioni esclusivamente al piccolo arrivato, per non stimolare nel “più anziano” sentimenti di gelosia, ma cercate invece di coinvolgerlo sempre e di non farlo sentire escluso.

                                                      Un recente studio dell'Università di Tel Aviv
Neta-Li Feuerstein e Joseph Terkel, due ricercatori dell’Università di Tel Aviv, hanno condotto il primo studio scientifico “sul campo” sulla convivenza tra cane a gatto nella stessa casa. Ai pazienti dei veterinari di Tel Aviv sono state rivolte innanzitutto tre domande: 1. Avete in casa sia un cane sia un gatto? 2. Da quanto tempo vivono insieme? 3.Quanto vanno d’accordo? La seconda parte della ricerca, invece, è stata condotta monitorando direttamente cane e gatto in 170 case israeliane.

Risultati: due terzi dei cani e gatti osservati convivono come grandi amici; un quarto convive in una sorta di “pace fredda”, nel senso che si sono indifferenti; solo un decimo, invece, spesso litiga.
(...Sicuramente una media più alta di quella dei matrimoni riusciti tra gli Italiani...)





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