sabato 22 agosto 2015

Dormire come un Gatto




Se il tuo sogno è dormire come un gatto

I nostri piccoli felini sono campioni della pennichella (fino a 20 ore al giorno). Perché riposano così tanto?  È vero che sono animali notturni o vivendo in casa con noi hanno modificato le loro abitudini? Sognano? E che cosa?

Leggi qui le risposte degli scienziati

Dormono in media tra le 12 e le 16 ore al giorno, ma possono arrivare anche a record di 20 ore. Più degli altri mammiferi e molto più di noi umani.

Il sonno dei gatti da sempre suscita curiosità. Intanto, perché dormono così tanto?
A quanto pare la ragione principale è che, semplicemente, possono permetterselo. Sono predatori con un numero limitato di «nemici» naturali e, nel caso dei gatti domestici, avendo la pappa pronta, non hanno neppure bisogno di andare a caccia.


Una recente ricerca del Texas A&M's College of Veterinary Medicine and Biomedical Sciences ha comunque dimostrato (tramite una scansione dell'attività cerebrale) che ciò che a noi sembra un sonno profondo, in molto casi è uno stato di riposo semi-vigile: in poche parole, i gatti passano parecchio tempo a riposarsi più che a «ronfare» profondamente.

Inoltre, se è vero che passano molte ore a sonnecchiare, quando sono svegli sono spesso incredibilmente attivi: saltano, si arrampicano, giocano con gran dispendio di energie come chiunque abbia un felino in casa può testimoniare.
E una volta consumate le forze, sono in grado di addormentarsi in pochi secondi. Il che spiega perché sia piuttosto frequente vedere gatti colti nel sonno nei posti e nelle posizioni più improbabili, come potrebbe succedere solo a chi soffre di narcolessia


POSSIAMO ANCORA CONSIDERARLI ANIMALI NOTTURNI?

Ricordo che quando ho adottato la mia (non più giovanissima) gatta, mi capitava di trovarla a gironzolare per casa di notte. Poi, nel giro di qualche mese, ha cominciato a raggiungermi in camera, a sistemarsi sul cuscino sopra la mia testa non appena andavo a dormire e a non muoversi di lì fino alla mattina dopo.

A quanto pare, non si tratta di un'eccezione: i gatti modificano le abitudini, adeguandosi a quelle dei loro coinquilini umani (E anche noi dovremmo fare lo stesso, imparando da loro).

La facoltà di medicina veterinaria della University of Messina ha messo a confronto due gruppi di felini domestici, il primo era stato abituato a vivere per lo più fuori di casa sia di giorno sia di notte. Il secondo, invece, aveva abitudini molto più casalinghe.
Col passare del tempo, i primi tendevano ad avere comportamenti più notturni, mentre i secondi man mano sincronizzavano i loro ritmi con quelli degli umani, passando più tempo svegli di giorno e riposando la notte. 

I GATTI SOGNANO?
 
È una domanda che da sempre tormenta ugualmente persone normali e scienziati.
La scienza può avvalersi di due metodi per tentare di trovare una risposta:
1) Osservare il comportamento dei felini durante le varie fasi del sonno (verificando, per esempio, la frequenza e la tipologia dei movimenti involontari).
2) Monitorare l'attività cerebrale dei gatti e di altri animali durante il sonno per stabilire se è simile a quella umana, ovvero divisa in fase REM (quella in cui si sogna) e non-REM.
La riposta è che questa corrispondenza esiste e che, per tanto, quasi sicuramente anche gli animali, gatti compresi sognano. Ovviamente, nessuno ha un'idea di che cosa. 


IL «MISTERO» DELLE SCAROLE DI CARTONE


Tra le ricerche più insolite quella condotta presso la Utrecht University in Olanda.
Gli scienziati volevano trovare una risposta alla passione dei felini per le scatole di cartone, in particolare per quale motivo le prediligono per le loro pennichelle.
I risultati? Non sono particolarmente sorprendenti: i gatti non amano essere infastiditi quando vogliono farsi un riposino.
 Neppure se si tratta di essere accarezzati dai loro genitori umani.

Fonte:
http://www.vanityfair.it/lifestyle/animali/15/06/09/come-dormono-i-gatti-le-ricerche-sul-sonno-dei-felini

giovedì 20 agosto 2015

Il linguaggio del corpo



Il linguaggio del corpo dei gatti: come comprenderlo

 

"A cosa sta pensando il mio gatto?". Molti di voi si saranno posti questo quesito. A tale proposito, imparare a conoscere il linguaggio del corpo del nostro piccolo amico può essere di aiuto.


I gatti utilizzano una varietà di segnali (posture del corpo, espressioni facciali e vocalizzazioni) per comunicare il loro messaggio ed evitare confronti indesiderati.

Imparando a decifrare le posture feline, è possibile rafforzare il legame affettivo con il gatto e prevenire eventuali incomprensioni e potenziali reazioni aggressive.

Eppure, per molti il linguaggio felino (definito amichevolmente "felinese") è paragonabile ad una lingua straniera di difficile comprensione e ostico da decifrare. Nel corso dell'articolo forniremo alcuni spunti che possono essere di aiuto per interpretare i suddetti segnali e vocalizzazioni.


Cosa significa quando il gatto si mette a pancia in sù?

Il linguaggio del corpo del gatto è caratterizzato da più sfumature rispetto a quello dei cani. Parte del problema insorge quando si tenta di trasporre la conoscenza del linguaggio canino applicandola al gatto.

Per esempio, vi siete mai chiesti perché quando il gatto si mette a pancia in sù, una postura apparentemente civettuola, può scaturire nell'animale una evidente reazione aggressiva nel momento in cui si tenta di accarezzarlo?


Quando il gatto è felice e rilassato, si stende allungandosi e rigirandosi sulla schiena. Ma in altre situazioni, quando il micio si sente "con le spalle al muro" e non ha modo di scappare, questa posizione può assumere una connotazione estremamente difensiva, che indica il suo essere pronto a combattere (in seguito l'animale di solito sfodera gli artigli e mostra i denti).

Come nel caso di altre interazioni essere umano-gatto, è importante imparare ciò che il gatto preferisce.
 

 L'occhiolino felino

Quando un gatto saluta un altro gatto o una persona socchiudendo gli occhi lentamente e in modo languido, sta comunicando affetto.

Perché? Nel mondo felino chiudere gli occhi in presenza di un altro è un segno di estrema fiducia.

 
Se anche voi farete altrettanto con il vostro gatto, gli comunicherete che siete consapevoli della sua presenza e che non lo considerate una minaccia. Quindi, la prossima volta che il micio di casa vi farà l'"occhiolino", provate a contraccambiare il gesto.


La posizione della coda e i vari significati

Uno dei barometri più accurati dell'umore del gatto è la sua coda.

Quando la coda è alta, comunica fiducia. Quando è arricciata intorno alla coda di un altro gatto o alle gambe di un essere umano, segnala amicizia. E quando è nascosta sotto o tra le zampe, indica insicurezza o ansia.

Una coda gonfia è un segno inequivocabile che il gatto si sente minacciato. Se combinata a schiena arcuata, peli ritti lungo la colonna vertebrale e artigli "sguainati", questa posizione è un chiaro invito ad arretrare.



Il contatto visivo

Sebbene l'essere umano utilizzi il contatto visivo per mostrare affetto, per la maggior parte dei gatti non è lo stesso, che al contrario lo considerano pericoloso. Ecco perché in presenza di più persone, un gatto di solito tende a rivolgere la propria attenzione verso chi tenta di ignorarlo.

Più il gatto ha paura, più le sue pupille tendono a dilatarsi. Quando le pupille sono dilatate e aperte, possono percepire il maggior numero di informazioni visive possibile. Questo segnale visivo indica che il gatto è molto spaventato e desidera ritirarsi.

In un gatto arrabbiato o eccitato, le pupille possono restringersi per favorire una più efficace concentrazione sui dettagli. Ma gli occhi del gatto possono anche rispondere al tipo di illuminazione presente nell'ambiente in cui vive. Perciò è molto importante osservare il linguaggio del corpo nel suo complesso evitando di focalizzarsi su un singolo elemento.

Quando il gatto realizza di essere osservato, tende ad interrompere l'attività che sta svolgendo per valutare la situazione.

Ora ti prendo!

Anche il gatto più docile può reagire se si sente minacciato o quando è stimolato da una attività ludica intensa. I gatti sono predatori guidati dallo stimolo per natura.

Quindi, quando vedono qualcosa muoversi (un topo, un giocattolo per gatti o una mano), sono geneticamente "cablati" per inseguirla e attaccarla con un vigoroso balzo.

Se la "preda" prescelta è la vostra mano, la cosa più saggia da fare è quella di interrompere sul nascere questa abitudine, che in alcuni frangenti può rivelarsi dolorosa.

Quando il gatto presenta pupille dilatate, coda bassa e agitata e orecchie basse, sta comunicando nell'unico modo che gli è possibile: "Attenzione, stammi lontano".

Sicuramente questo non è il momento migliore per affrontarlo e soprattutto per accarezzarlo, specie se il gatto è sulla difensiva.

Il miagolio

I gatti possono aver adattato il loro miagolio per "manipolare" le persone al fine di vedere soddisfatte le loro esigenze.

I gatti non miagolano molto verso altri gatti. Il miagolio è un modo per attirare l'attenzione e può esprimere una forma di saluto, approvazione, richiesta di cibo, ecc.

Impararare le sfumature del vocabolario del vostro gatto, vi aiuterà ad identificare la differenza fra una richiesta impellente di cibo e una richiesta di aiuto.

Per esempio:

le fusa di solito indicano contentezza e appagamento, ma possono anche essere un modo per cercare conforto durante la fase di recupero a seguito di una malattia.
l'emissione di suoni gutturali (gorgoglii) acuti o una certa "loquacità" indicano amichevolezza.
ringhi, soffi e sputi sono chiari avvertimenti felini che esortano la controparte a stare alla larga, perlomeno fino a quando il gatto si sarà calmato.
un miagolio molto forte e gutturale è tipico dei gatti, specie dei maschi non sterilizzati, che si sentono minacciati da altri gatti.

Questo suono è comune nei gatti sordi.


E' bene comunque ricordare che ogni gatto è unico. Nessuno conosce il vostro gatto meglio di voi.
Fonte
http://www.animaliinsalute.com/2012/12/il-linguaggio-del-corpo-dei-gatti-come-comprenderlo.html

lunedì 27 luglio 2015

gattino adotta un coniglio





Un gatto si prende affettuosamente cura di un cucciolo di coniglio: un video tenero, che dimostra l’amore dei mici nei confronti di altri cuccioli!


Nel dolcissimo filmato odierno vogliamo mostrarvi ancora una volta quanto possa essere ampio e vario l’amore dei gatti nei confronti dei cuccioli della propria specie, e di quelli appartenenti ad altre categorie animali.Nella fattispecie di oggi, un gatto si prende teneramente cura di un piccolo coniglio, evidentemente impaurito per dover affrontare le prime fasi di crescita da solo. Il coniglio è un animale che appartiene alla famiglia dei leporidi, e si nutre prevalentemente di erba, foglie secche, semi, radici, cortecce, verdure.

Generalmente, i conigli sono animali molto affettuosi e socievoli e – seppur non raggiungono i picchi di socievolezza e di docilità come i gatti o i cani – sono molto spesso utilizzati come animali domestici e da compagnia, rendendosi disponibili all’affetto che gli viene manifestato. Così come molti altri animali da casa, anche i conigli richiedono le attenzioni dei padroni quando hanno fame o hanno particolari necessità.

 In casa i conigli sono generalmente piuttosto puliti e non arrecano grandi disturbi se curati con costanza.

La convivenza tra i gatti e i conigli in ambito domestico, come confermato da questo tenerissimo video, sembra essere più che comprovata. Voi che ne pensate?

FONTE
http://www.mondogatti.com/324/gatto-adotta-un-piccolo-coniglio.html

domenica 14 settembre 2014

Iris e il gatto Thula: amicizia oltre l'autismo


Iris ha 4 anni e vive in un mondo colorato e sereno, fatto di arte, musica e amore.

 L'arte è quella dei suoi bellissimi dipinti, la musica è quella del violino che suona mentre guarda un'orchestra esibirsi su Youtube, l'amore è quello di due genitori attenti che, da un lato dedicano alla bambina tutte le cure che l'autismo richiede (le è stato diagnosticato nel 2011), dall'altro diffondono attraverso il web e i social network tutte le iniziative tese a migliorare la qualità della vita della figlia.

 E diventano così anche un punto di riferimento per altri genitori nella stessa situazione. L'ultimo entrato in casa Halmshaw, in Gran Bretagna, è un gatto di nome Thula, che da qualche mese fa compagnia a Iris.

"Con lui - raccontano i genitori dalla pagina Facebook Iris Grace Paintings -  Iris è migliorata molto: parla di più, è più aperta. Addirittura accetta di vestirsi più facilmente rispetto a prima. La bimba racconta a Thula le storie e le avventure che inventa con i suoi giochi, gioca a nascondino, spiega il procedimento dei suoi dipinti e il gatto, pazientemente, la segue in tutte le attività della sua giornata.
 La sera, poi, si addormentano insieme".
Un'altra storia che conferma gli effetti positivi sull'autismo del rapporto tra uomo e animale. Di Iris Grace e dei suoi dipinti avevamo già parlato nel 2013, quando la famiglia, dopo la pubblicazione dei disegni su Facebook, aveva ricevuto tantissime richieste.
(a cura di Virginia Della Sala)


http://www.repubblica.it/esteri/2014/09/12/foto/la_storia_di_iris_e_di_thula_amicizia_oltre_l_autismo-95569998/1/?ref=HRESS-2#1

lunedì 1 settembre 2014

Gino il Gatto Amico dei Vigili Urbani


Torino, il gatto amico dei vigili urbani:
“Ci addolcisce le giornate”






                             LA STORIA

Gli agenti municipali: «Facciamo la colletta per le sue crocchette»

Gino, adottato e felice «Rende le nostre giornate migliori» dicono i vigili urbani della sede di via Saluzzo. Tutti sono coinvolti nell’adozione di Gino, per mantenerlo fanno una colletta


TORINO
«Gino è la nostra più bella distrazione. In mezzo a tutte le preoccupazioni quotidiane, lui ci addolcisce la giornata», dice Piero Zabeo, comandante dei vigili urbani di San Salvario.
 Gino è un gatto grigio con gli occhi verdi di dieci anni, che da parecchio tempo è stato «adottato» dai vigili di via Saluzzo 26.
Vive con loro, dorme nel cortile e nel deposito auto, prende il sole coricato a pancia in su sulle scale di emergenza. Per tutti i vigili del comando via Saluzzo, ma anche per i commercianti e residenti della zona, lui è il «gatto vigile» di San Salvario.

Una mattina se lo sono trovati dentro al cancello, una vigilessa ha iniziato a dargli da mangiare, e da quel giorno non se n’è più andato. «Ci prendiamo cura di lui tutti i giorni, facciamo una colletta per comprargli le crocchette – continua Zabeo -, e per pagargli le spese veterinarie. Ha un paio di cucce a sua disposizione sparse per il comando». Gino lo adorano tutti, anche la vigilessa Rosalba, a cui i gatti non sono mai piaciuti ma per lui ha fatto una deroga alla sua disaffezione per i felini.

Ad occuparsi maggiormente di Gino sono due vigili, Tiziana e Michelangelo, i più animalisti tra i colleghi: «Ci mette sempre addosso una gran quantità di buon umore – racconta Tiziana -, ormai noi siamo diventati la sua famiglia adottiva. Da qualche tempo purtroppo ha dei problemi ai reni, e la veterinaria gli ha prescritto una dieta particolare». È un micio vivace e giocoso, che non sopporta i cani e nessun gatto che si avvicini al «suo» territorio.
 D’inverno Gino si accoccola sul motore delle auto dei vigili per riscaldarsi la pancia, è pienamente a suo agio quando si siede sul vaso delle ficus nell’ufficio del comandante, e ce la mette tutta per tentare di schiacciare il pulsante d’apertura del cancello di via Saluzzo, imitando invano il gesto dei suoi padroni in divisa.

Nessuno sa se sia un gatto selvatico o domestico, ma vista la poca diffidenza che ha con gli umani, c’è da pensare che prima di abitare con i vigili avesse avuto un proprietario. Di certo non ha perso la sua natura da predatore: una volta c’è voluto l’intervento dei vigili per far scappare dal cortile del comando uno scoiattolo che Gino non cessava di puntare.

Articolo tratto da “Animalia”, la pagina che trovate ogni mercoledì sull’edizione torinese del nostro quotidiano  

http://www.lastampa.it/2014/08/27/societa/lazampa/torino-il-gatto-amico-dei-vigili-urbani-ci-addolcisce-le-giornate-h69IB5yb6yQ56QFEtNHGzN/pagina.html