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lunedì 7 ottobre 2013

Gatti neri sacrificati a Satana per la notte della Valpurga



In tedesco si chiama Walpurgisnacht, cade la notte tra il 30 aprile e il primo maggio, ed è la festa di celebrazione della primavera tipica delle regioni centrali e settentrionali d’Europa. La si commemora attraverso canti, danze e balli, ma per i satanisti laveyani e il mondo esoterico è la notte dei sacrifici. Secondo i dettami della chiesa satanica di La Vey, la notte della Valpurga è la notte delle streghe da officiare attraverso l’uccisione di animali: gatti neri, giovani bovini, capre e più in generale giovani ovini.

Per questo motivo le associazioni per la tutela degli animali mettono in guardia i possessori di gatti neri, sia in Italia che in Europa, oltre ai gattili ed ai rifugi perchè non si effettuino adozioni in questo particolare periodo dell’anno. Sotto osservazione massima, appunto, i gatti dal manto nero, in particolare se giovani e sani, ma anche allevamenti di ovini e caprini.

Durante gli anni sono state molte le segnalazioni di sparizioni di gatti in corrispondenza della data incriminata, ma una giusta informazione ha permesso maggiore protezione e attenzione nei confronti dei nostri amici.
Molti i richiami culturali alla notte della Valpurga, principalmente per il suo aspetto esoterico e mistico. Anche la musica e la letteratura hanno dedicato ampio spazio all’evento, ad esempio una scena del Faust (parte I) di Goethe è chiamata Walpurgisnacht.
Rimane però inalterato nel tempo l’aspetto più violento della festa, forse più magico ma anche ritualmente drammatico, del sacrificio di animali giovani e innocenti. In questa replica primaverile di Halloween, una sorta di Capodanno di passaggio, tradizionalmente avvenivano orge e festini banditi dalla religione Cattolica che invocava l’intercessione della Sant Valpurga morta in corrispondenza della data incriminata. La coincidenza degli eventi ha mescolato le due ideologie e la santa è diventata casualmente anche la protettrice delle streghe.



Fonte
http://www.greenstyle.it/gatti-neri-sacrificati-a-satana-per-la-notte-della-valpurga-18905.html

mercoledì 3 luglio 2013

I Miti da Sfatare sui nostri Mici

                         Leggende metropolitane sui gatti e i miti da sfatare sui nostri mici



I gatti da sempre  sono vittime di miti popolari, anzi, il folklore è sempre stato particolarmente cattivo con i gatti.
Sin dalla notte dei tempi, soprattutto ai gatti neri, sono stati attribuiti poteri demoniaci, visto che erano considerati i famigli delle streghe.

Ma le leggende metropolitane sui gatti non si fermano qui: anche sulla loro salute e sul loro comportamento sono nati miti puramente inventati che tuttavia continuano ad esserci propinati come se fossero verità assolute. Andiamo dunque a scoprire cosa c’è di vero e cosa c’è di falso in queste leggende metropolitane sui gatti.

Non è vero che… il gatto senza vibrisse perde l’equilibrio. E’ vero che il gatto utilizza le vibrisse soprattutto per valutare in condizioni di scarsità di luce la presenza di oggetti nelle vicinanze e scansare ostacoli oppure per interpretare la presenza di altri esseri viventi percependo lo spostamento d’aria che si ripercuote sulle vibrisse, però non c’entrano assolutamente nulla con l’equilibrio. Contate poi che le vibrisse sono comunque dei peli modificati, per cui soggetti anche loro a muta. E’ normale che ogni tanto il gatto perda le vibrisse vecchie per far posto a quelle nuove. Inoltre le vibrisse possono indicare anche lo stato emotivo del gatto in quel momento.

Non è vero che… il gatto prende la tenia mangiando le scatolette. I nostri gatti domestici di solito prendono la tenia, il Dipylidum caninum, ingerendo pulci infette. Quelli in campagna potrebbero prendere la tenia mangiando prede crude come alcuni roditori. Ma le scatolette non fanno assolutamente venire la tenia al gatto.

Non è vero che… al gatto fa bene il latte vaccino. A dire il vero ai gatti piace tantissimo il latte, il problema è che la maggior parte di loro non lo tollera perché non ha gli enzimi necessari per digerirlo. Ed ecco che potrebbe andare facilmente in diarrea.

Non è vero che… il gatto sterilizzato ingrassa. O meglio, è vero che sterilizzando il gatto si eliminano estrogeni e testosterone che tengono attivo il metabolismo, però è anche vero che fondamentalmente il gatto aumenta di peso perché fa poco movimento e perché noi gli diamo da mangiare tutte le volte che lo chiede esagerando con le dosi giornaliere. Lo prova il fatto che la maggior parte dei nostri gatti domestici ha la classica pancetta molle da gatto sterilizzato anche prima della sterilizzazione.

Non è vero che… il gatto fa le fusa solo quando è felice. A dire il vero le fusa nel gatto non indicano solo felicità, piuttosto uno stato di emozione intensa. Ricordatevi che i gatti fanno le fusa anche quando sono molto malati o quando provano molto dolore, esistono anche le fusa pre agoniche che il gatto fa poco prima di morire.

Non è vero che… i gatti cadono sempre in piedi. Prima di tutto, se il gatto cade dal sesto piano di un palazzo, è vero che avrà il tempo di rigirarsi in aria per atterrare sulle zampe, ma la velocità di caduta presa in sei piani di caduta, molto probabilmente provocheranno un impatto tale da provocare comunque fratture al micio. Se invece il gatto cade dal terzo piano in giù, non avrà il tempo materiale di girarsi e quindi potrebbe comunque impattare male sul terreno.

Non è vero che… i gatti rossi sono sempre maschi e i gatti tricolori sono sempre femmine. La maggior parte dei gatti rossi sono maschi, ma esistono anche le femmine. Per quanto riguarda le classiche squame di tartarughe o tricolori sono quasi sempre femmine, ma esistono anche dei rarissimi maschi che presentano un patrimonio genetico XXY e sono sterili. Nel corso della mia pratica ho solo visto un maschio squama di tartaruga.

Non è vero che… i gatti neri portano sfortuna. Perché discriminare un micio per il colore del suo pelo? Il problema è che nel medioevo i gatti neri venivano associati al diavolo e alle streghe, però visto che non siamo più nel medioevo è ora di smettere di credere a queste superstizioni.

Non è vero che… i gatti rubano il respiro. Ebbene sì, ci sono persone convinte che i gatti possano rubare il respiro ai neonati o anche alle persone adulte. Ovvio che se un gatto si accomoda col sederone sulla faccia di un bambino piccolo, potrebbe impedirli di respirare, ma non gli ruba il respiro per qualche motivo demoniaco. Ho sempre dormito con gatti acciambellati sulla testa o sul torace e a parte il disagio di dover sopportare cinque chili di peso e di fusa sul torace, non ho mai avuto particolari problemi di respiro.

Non è vero che… i gatti prevedono la morte delle persone accoccolandosi vicino ai moribondi. Esiste una spiegazione perfettamente razionale: il gatto, come ben sappiamo, ama stare vicino alle fonti di calore. Una persona in fin di vita, potrebbe avere una temperatura corporea più alta oppure è semplicemente per stare calda ha più coperte su di lei, per cui ecco che il gatto approfitta della situazione e si acciambella dove fa più caldo.


Fonte
http://www.petsblog.it/post/30105/leggende-metropolitane-sui-gatti-miti-e-da-sfatare-sui-nostri-mici-veterinario-petsblog

lunedì 17 giugno 2013

La profonda Meditazione dei Gatti


Molti si sono chiesti che cosa stiano guardando i Gatti quando si siedono così, fermi, apparentemente persi nei loro “pensieri”, o forse “a sognare ad occhi aperti”.

Loro stanno guardando dentro, guardano la trama della vita attraverso loro stessi. Stanno osservando l’affascinante connessione, lo svolgersi di vite dentro alle vite, mondi dentro ai mondi.
Stanno ascoltando la dolce canzone della trama della vita, che li rassicura della bellezza senza fine.
Quando vedete un Gatto in profonda meditazione, la ragione è sempre la stessa: ha la mente perduta in rapimento e in contemplazione del pensiero.


Esiste una canzone che nutre la trama della vita, è un ritornello bellissimo a cui tutti gli esseri aggiungono il proprio ritmo.
Gli animali sono sempre connessi alla trama della vita, non ne perdono mai la consapevolezza, mai. Loro sanno esattamente in che modo la loro stessa “voce” si adatti nella canzone.
Questa voce, o la loro canzone personale, è semplicemente il loro modo di vibrare. Proviene da loro in ogni momento, e conoscendo questa canzone, essi sanno sempre in che modo adattarsi, sanno esattamente qual è la loro relazione con ogni altra forma di vita, istantaneamente.

Perciò, diversamente dagli umani, loro non si perdono mai. Perché, non soltanto sanno in che modo relazionarsi con tutto ciò che li circonda, ma sanno anche in che modo la canzone del loro essere sublima la Creazione. Lo possono sentire, lo possono percepire sempre, in ogni momento. E tutta la creazione a loro risponde, mentre essi vivono e si muovono attraverso la loro vita.
Ogni volta che una persona si avvicina ad un animale con amore, si trova proprio davanti ad un’apertura verso l’esperienza della trama della vita, la trama della canzone, la trama dell’Amore, in cui ogni cosa vivente sa esattamente in che modo si adatta nel piano del Creatore.
Se lo guardate negli occhi e andate da lui con un cuore aperto, il Gatto può diventare il vostro portale verso la trama della vita. Allora vi potrà mostrare la meraviglia dei corridoi tra le stelle, i portali verso le altre dimensioni, e l’esistenza magica che gli esseri umani hanno dimenticato.

Le sue zampe possono davvero camminare attraverso il cielo stellato. Il sentiero della sua vita lo ha portato avanti e avanti e avanti, mentre è tenuto nelle braccia invisibili del Creatore. Questo sentiero su cui cammina continua per sempre, ma le impronte delle sue zampe diventano a volte più chiaramente visibili e, altre volte, di meno. Ci sono dei momenti in cui è in forma fisica (quando le impronte sono chiare e fisiche), ed altri in cui non lo è.
Ma la cosa più importante è che la sua vita non cambia, continua sempre a giocare, è sempre vivo. È sempre un Gatto, vivo e sveglio, ed esprime ciò che è.

Quando è “qui”, come un essere fisico, questa parte di lui ha, ugualmente, soltanto una piccola parte della sua attenzione. Il resto della sua attenzione è sveglio verso tutta la Gloria dell’altra parte del cerchio. Poiché Tutto Ciò Che È, è un insieme in cui la coscienza, come anche ogni altro aspetto della vita, è completa. Rotonda. Una sfera della vita. Così, quando lui guarda o si ferma, quando è consapevole, lo è di tutto quanto in una volta.

Noi non siamo separati da loro, noi facciamo intimamente parte di questa “vita gloriosa”, pertanto loro ci possono facilmente mostrare quello che ci manca. E, oltre a vivere nella pienezza della trama della vita, che è un grande dono che ci possono portare, hanno un valore ancora maggiore nel periodo della trasformazione umana, in quanto sono un linguaggio di Dio attraverso cui Dio si manifesta.
Così, i Gatti, maestosi come sono, possono facilmente condurci alla contemplazione di Tutto Ciò Che È. TUTTO. Se li osserverete attentamente, con una mente vuota, eccetto la ricerca del Tutto, la luce, ed un cuore completamente aperto, sarete attratti verso l’interno, attraverso il vostro Gatto come portale, nella trama della gloriosa e magnifica vita. Cambierete velocemente la vostra energia, riorganizzerete i vostri valori e capirete quale minuscola parte della realtà sia la vostra esistenza fisica. Nel momento in cui lo farete, sarete in armonia con la trama. Sentirete i toni vibranti dell’Amore mentre questi si muovono, vorticando, dentro e fuori da ogni essere vivente.
Pensate forse che il vostro Gatto stia seduto per delle ore a fissare semplicemente lo spazio? Entrate… andate attraverso questo portale che lui è, che i Gatti sono, a conoscere la meravigliosa, gloriosamente viva danza e canzone di Amore in movimento, che è la verità della vostra esistenza, come anche della loro. Piangerete per la gratitudine… vi domanderete se il vostro cuore riuscirà ad espandersi abbastanza da contenerlo. Sarete meravigliati del fatto di poter vivere una tale magnificenza di Amore, di bellezza, di tenera cura ed elevazione e, più di tutto, di profonda, incrollabile connessione.

Allora capirete, partendo da qui, dal portale del loro mondo, la verità della vita, che è Unità. Afferrerete immediatamente che, ogni forma che voi avete usato per percepire qualunque forma di vita come separata da voi, è falsa, costruita su un’illusione.
Voi tenderete, con il vostro cuore, ad abbracciare il Tutto e allora conoscerete Dio.


Fonte
http://giardinodellefate.wordpress.com/creature-magiche/il-gatto/

domenica 16 giugno 2013

Gatto nero e crudelta' umana


Partiamo dall'ovvio: il gatto nero che attraversa la strada porta sfortuna, ma c'è dell'altro: guai lasciar dormire il gatto sul letto accanto a se, con il suo alito pestilenziale sarà causa di morte - Il pelo del gatto è non soltanto nocivo ma perfino velenoso - Secondo alcuni il gatto avrebbe il dono di vedere gli spiriti - Il gatto sparisce misteriosamente anche in una casa riapparendo sempre altrettanto misteriosamente.
  Una tradizione popolare tramanda che il martedì grasso i gatti essendo intenti a festeggiare con il demonio non siano visibili in giro .
 Essendo un animale infernale il gatto soffre particolarmente il freddo quindi durante l'inverno ricerca il calore della fiamma del focolare e perfino d'estate si crogiola al calore del sole.

Queste sono soltanto alcune delle leggende luttuose o inquietanti che accompagnano il piccolo felino domestico... ne è passato di tempo da quando era deizzato nell'antico Egitto.

Nell'alto medioevo la chiesa cattolica del nord si difendeva dalle apparizioni della dea Freia che su una carrozza tirata da venti gatti infestava le notti e la dea Holda che cavalcava un gatto nero seguita da un corteo di vergini a cavallo di gatti maschi o travestite con le loro spoglie.
Fin dal primo Sabbah di cui si ha notizia del 1090 invece il gatto fa la sua comparsa da protagonista, la strega officiante infatti era travestita da gatto nero e le donne che partecipavano al festino danzavano attorno a Satana con pelli di gatto o gatti appesi al corpo.

In uno scritto del 1180 si descrive l'attesa per la discesa di un mostruoso gatto nero personificazione del demonio da parte degli eretici.

Guillaume d'Auvergne, vescovo di Parigi nel 1231-1236 afferma senza ombra di dubbio che Satana si mostra ai suoi fedeli per l'adorazione sotto forma di gatto.
Il papa Gregorio IX nella bolla Vox in Roma del 13 giugno 1233 fa menzione al gatto nero che cadde dal cielo, indicando in questa visione Lucifero inoltre era risaputo che il giorno del giudizio si sarebbero visti i gatti arrampicarsi sui muri dell'inferno.

Nel 1388, un eretico piemontese fu arso vivo perché vide un gatto nero, ovvia personificazione satanica.
San Bernardino da Siena nel 1427 scrive che le streghe affermano di potersi trasformare in gatte tramite uno speciale unguento preparato la notte di S. Giovanni o la notte dell'Ascensione a base di erbe cotte segrete.

Nel 1579 viene bruciata la strega "Dewell di Windsor" il cui gatto Gille è stato testimone dei suoi patti col diavolo.
Nel 1586 anche la strega Anna Winzelkipfel, viene bruciata viva a Bergheim era colpevole di essersi introdotta, indossando pelli di gatto nero, nella camera di tale Jacques Potter per lanciargli il malocchio.
A Vesoul, nel 1620, la strega Jeanne Boille confessò di essere in contatto con un potente demone che le appariva sotto le spoglie di un mostruoso gatto nero; colpevole del medesimo crimine nel 1662 Isabel Gowdie, ad Auldearn, nella contea di Nairn, seguirà la medesima sorte di Jeanne sul rogo.

Il drammaturgo Regnard, a seguito di un viaggio nelle terre lapponi nel 1681, raccontò che in quella terra gli stregoni vantavano di poter operare sulle persone malvagie una trasformazione: quella in gatti neri, perchè tali animali erano affini al demonio.

Qualcosa di diabolico in questo felino era trovato anche dall'illuminista François Marie Arouet, (Voltaire) che nel suo dizionario filosofico (1764) trattando delle costellazioni celesti fa notare che non vi si vede mai la costellazione di un gatto ma sempre di altri animali, quasi i primi fossero perfino banditi dalla volta celeste.


Non potevamo non menzionare una assurda quanto crudele ricetta per ottenere una pozione per l'invisibilità:

Procurarsi una pentola nuova, una pietra d'agata, un gatto nero e dell'acqua attinta da una fontana a mezzanotte in punto.
Mettere l'acqua nella pentola con l'agata, quindi metterci il gatto nero tenendo il coperchio nella mano sinistra (altrimenti la ricetta pare non si attivi), lasciate bollire per 24 ore, mettere la carne in un piatto nuovo, gettarsela dietro le spalle.
Guardatevi allo specchio e non vi vedrete più.

" Non c'è limite alla crudeltà umana, ed alla sua idiozia"


Fonte
http://www.vampiri.net/mito_storia_003.html

venerdì 22 marzo 2013

Il micio è da diecimila anni amico dell'Uomo




   Il micio è da diecimila anni compagno e amico dell'Uomo,
 ma i poteri che contraddistinguono questo piccolo carnivoro sono ancora tutti da scoprire

Chiunque ami i gatti sa che questi piccoli felini sono esseri viventi straordinari, capaci di sentimenti e condotte incredibili.
Comportamenti eccezionalmente comici che rendono i mici animali irresistibili compaiono spesso nei filmati di "Paperissima" e nei video su "YouTube", ma anche vicende eroiche ai limiti dell'irreale e poteri definiti impropriamente "magici" rendono questo animale domestico un vero mistero casalingo.
 Il gatto infatti è un predatore abilissimo, dotato di capacità fisiche stupefacenti e in parte comunemente note.
 Benché si tratti di uno dei più piccoli carnivori della Terra, il gatto è capace di saltare da fermo fino a tre metri d'altezza; può correre raggiungendo punte di cinquanta km orari ed effettuare salti di cinque-sei metri in orizzontale, può cadere da quindici metri senza grossi danni, è in grado di vedere nel buio attraverso occhi sensibilissimi, è dotato di "baffi-radar" (le vibrisse) in grado di farlo muovere nei cunicoli senza luce nel più assoluto silenzio, grazie ai cuscinetti carnosi posti sotto le zampe.
Le unghie sono sempre affilate grazie alla caratteristica di essere retrattili e hanno la potenza di coltelli.

Udito incredibile (in grado di percepire il respiro di un topo a decine di metri sottoterra), olfatto paragonabile a quello di un cane benché soltanto a distanza ravvicinata completano il quadro di una macchina da guerra progettata per cacciare.
 L'unico difetto del gatto è in pratica la sua grandezza: le dimensioni ridotte lo rendono molto poco resistente alla fatica e il prezzo di queste prestazioni è un tempo medio di sonno giornaliero di 16 ore.

Per un animale così piccolo quindi questa caratteristica ha reso indispensabile la creazione di una forte socialità, per garantire una protezione durante il sonno.
Se in natura il gatto selvatico è un animale solitario perché può trovare facilmente anfratti e rocce in cui ripararsi, il gatto addomesticato, nelle più pericolose città, invece ha sviluppato una vita sociale basata su colonie feline che possono comprendere decine e decine di individui, che si proteggono e si accudiscono a vicenda.
La vita casalinga in una famiglia umana altro non è che la riproposizione della società base del gatto, quella della mamma gatto che alleva i suoi cuccioli.
Nella colonia felina il componente più importante sarà la femmina più anziana; nelle famiglie umane il capofamiglia sarà la persona che si occupa di preparare i pranzi (solitamente, la donna di casa).

Questo atteggiamento matriarcale ha fatto sì che il gatto storicamente fosse apprezzato maggiormente in quelle società più aperte e tolleranti nei confronti della donna, venendo ferocemente avversato in quelle più patriarcali.
Storicamente la sua incredibile giocosità e le sue prestazioni fisiche hanno incantato gli esseri umani fin dalla Preistoria e almeno da diecimila anni scheletri di gatti accompagnano quelli di esseri umani, anche se vi è il dubbio che un primo addomesticamento fosse già praticato dai Neanderthal circa 150mila anni fa.
Il fatto che popolazioni preistoriche umane dedite ai culti sacri alla Dea Madre avessero avuto in tempi remoti un rapporto forte con il gatto è importante perché costituì una base culturale in cui le prime società organizzate svilupparono un forte legame religioso con questo bellissimo mammifero.

 In Egitto, in Mesopotamia, in India ma anche nel Mediterraneo, tutte le società matriarcali primigenie iniziarono ad adorare il gatto come animale divino.
 L'esempio per eccellenza sicuramente è quello dell'Egitto, in cui il gatto era personificazione della Dea Bastet.
 Bastet era alter-ego di Iside-Hathor, quindi a tutti gli effetti la Dea Madre nel suo aspetto più dolce e materno, contrapposto alla forza spaventosa della Dea-leonessa Sekhmet.
Mentre questa rappresenta la ferinità più incontrollabile, la mamma gatta Bastet viene raffigurata come una figura umana con la testa di gatto, con ai piedi una cesta piena di adorabili gattini.

Fonte
http://www.satorws.com/gatti.htm

lunedì 11 marzo 2013

la Leggenda del Ponte sull'Arcobaleno

Un'antica leggenda degli Indiani D'America, un posto dove tutti gli animali possono vivere felici per sempre...





Song: Yiruma - "River flows in you"

giovedì 7 marzo 2013

IL Gatto Nero e le sue Contraddizioni




Il gatto nero e la sua storia antichissima: contraddittoria, ambivalente, misteriosa...

Alcuni pensano porti sfortuna, altri che porti fortuna.

Lui, in realtà, porta solo bellezza, dolcezza e amore, come tutti i gatti

a cura di Adriana Silvestro

A quale gruppo di persone apparteniamo? A quelle che se un gatto nero attraversa la loro strada si fermano, aspettano e fanno passare prima qualcun altro (così la sfortuna se la becca lui ...) oppure a quelle che non notano assolutamente che è nero o che, se lo notano, cercano di non credere alle superstizioni?

L'erronea credenza popolare che considera i gatti neri come portatori di sfortuna ha origini antichissime e si è tramandata in modo inossidabile di epoca in epoca, anche se non in tutte le regioni del mondo.
Molti ne sono ancora suggestionati e tra un "ci credo" e un "ma no, non è vero", si opta spesso per uno scarmantico: "Non ci credo, però .. non si sa mai!"

L'origine del misterioso potere attribuito ai gatti neri è da ricercarsi nell'antico Egitto, paese in cui il culto della dea Bastet, la dea gatto, rese i gatti animali sacri.
 Ma il gatto era anche vicino ad un altro culto, quello della dea Iside (Artemide per i Greci e Diana per i Romani), che era la dea della notte, il cui colore era appunto il nero.

La notte è sempre stata per l'umanità motivo di paura, ma ha anche esercitato una seduzione magica.
 La notte è il momento in cui, sia mentalmente sia fisicamente, si allenta il livello di attenzione e tensione e si diventa facili prede dei sogni  e dell'immaginazione e, quindi, potenzialmente vittime più indifese di poteri oscuri e misteriosi.

E' naturale che il gatto nero diventasse l'animale più caro alla dea della Notte e il suo rappresentante prediletto sulla terra.
Un gatto nero nella notte è quasi invisibile, ma se i suoi occhi incontrano una luce, brillano in modo inquietante: appartiene alla terra una visione simile?
Si può rabbrividire e arrivare a pensare che tale creatura venga a farci visita da un "altro" mondo...

Ma Iside era anche la Dea della fortuna e da qui ebbe inizio un altro filone delle credenze legate al gatto nero, opposto a quello più noto: anche lui, incarnazione animale della Dea, aveva poteri protettivi.
Presso i Romani e altri popoli dell'antichità un gatto nero, per esempio, era considerato di buon auspicio sulle navi.

Il Cristianesimo segnò però la fine dei culti pagani.
 I gatti per molti secoli non godettero di grande fortuna.
Nei suoi riguardi si operò in modo atroce: si seppellirono i gatti per "seppellire" i culti pagani.

"I missionari cristiani usarono la contraddittoria percezione del gatto a loro vantaggio e diffusero l'idea che per assicurarsi un buon raccolto fosse necessario seppellire nel campo, durante la semina, un gatto nero. Non contenti, introdussero anche la tradizione  di sacrificare un gatto come "ringraziamento" per il raccolto."

I gatti non smisero di essere considerati dall'umanità animali dotati di poteri misteriosi, ma sempre più diffusamente tali poteri assunsero una connotazione maligna: i nostro amati mici furono per secoli considerati inviati del demonio e creature malvage alleate delle donne, spesso considerate, a loro volta, delle streghe.
Con l'Inquisizione iniziò la loro metodica persecuzione, in special modo quella dei gatti neri.

Donne e gatti finirono sul rogo a migliaia.

Per quel che riguarda  il gatto nero, le credenze si divisero in due "correnti di pensiero" opposte: gli furono attribuiti sia poteri negativi (portare sfortuna), sia, al contrario, poteri positivi (portare fortuna), come accadde nei paesi anglosassoni, dove si diffuse l'idea che chi riusciva a conquistare la simpatia di una di queste piccole panterine, avrebbe incontrato buona fortuna sul suo cammino: un "amichetto del diavolo" meglio averlo come amico che come nemico, giusto?

Secondo questa tradizione un gatto nero portava, dunque,  benessere, amore e soldi.
Ne sono ancora testimonianza alcuni proverbi inglesi: "Se un gatto nero viene perduto, mille guai capiteranno alla famiglia", "Quando il gatto di casa è nero la ragazza senza amore non resterà davvero, "Bacia il gatto nero e ti farà grasso; bacia il gatto bianco e ti farà magro." Si pensa anche che un gatto nero tenuto in casa, assorbendo le energie negative, le neutralizzi e tenga quindi al sicuro da loro la famiglia.

Anche la superstizione del "gatto nero porta sfortuna", che ha gravato sul destino dei gatti neri per secoli, è continuata però fino ai nostri giorni.
 I gatti neri vengono abbandonati con maggior frequenza degli altri, spesso vengono investiti di proposito dagli automobilisti e durante la notte di Halloween non pochi sono quelli che rischiano di diventare vittime di riti satanici, tanto che i volontari dell'Associazione Aidaa da alcuni anni pattugliano durante tale notte vari luoghi sensibili, in special modo i cimiteri

Ma se ci allontaniamo dalle credenze più popolari, troviamo il gatto nero protagonista di opere d'arte e quasi un "portabandiera" della libertà di pensiero e di costumi: oppresso dalla pochezza di spirito e dall'oscurità della Chiesa nei suoi secoli peggiori, il gatto nero è diventato anche  il simbolo della più libera creatività umana.

Famosissimo è il dipinto di Edouard Manet "Olympia", che suscitò un grande scandalo, non perché vi fosse rappresentata una donna nuda, ma perché la donna nuda rappresentata è una prostituta dell'epoca. E accanto a lei sul letto? Ben piazzato un bel gatto nero!

Celebre è stato anche il locale "Le Chat Noir" di Parigi la cui insegna fu dipinta da Thèophile-Alexandre Steinlen, particolarmente amante dei gatti: il ritrovo di artisti ed intellettuali della Belle Epoque non poteva avere che il nome del gatto più amato e temuto della storia: finalmente liberato da ogni connotazione di negatività, diventa l'icona della più affascinante e sfrenata vitalità.

Senza dimenticare il primo vero "micio-mito" dei cartoon, l'immortale "Felix The Cat", che, non a caso, è completamente nero.

Un gatto nero che si trasforma in una terribile maledizione per colui che gli ha fatto del male è, invece, il protagonista del racconto "Il Gatto Nero" di Edgar Allan Poe.

Il gatto di Poe può rappresentare, forse, la vendetta di tutta la stirpe dei gatti neri nei confronti della stupidità umana. Stupidità, ormai, millenaria.

Fonte
http://www.farminachannel.com/d_viewarticolo.php?articolo=1762

mercoledì 6 marzo 2013

Perche' si Dice IL Gatto ha 7 Vite?



Perché si dice che il gatto "ha 7 vite"? La sua agilità, il suo numero, i suoi nemici, la sua perfezione.

Uno sguardo sulle streghe, i voli dalle torri, le strane credenze umane, e quel suo particolare modo di cadere...

Adriana Silvestro

Innanzitutto sia chiaro: ogni gatto ha una sola vita, non sette.

Eppure non si sa perché, ma quando si pensa al modo di dire "un gatto ha 7 vite", a dispetto di qualsiasi razionalità si è tentati di crederci e di dire: "E' vero, in fondo ... è proprio così!"

IL GATTI POSSONO VOLARE? NO. MA TALVOLTA POSSONO CADERE BENE ....

Uno dei motivi che ha portato l'umanità a considerare i gatti quasi "indistruttibili" (e quindi "come se" avessero più vite...), è il fatto che i gatti possono cadere da altezze notevoli e rimanere illesi (o quasi).

(Avvertiamo però che molti gatti invece riportano gravi ferite e muoiono anche. Quindi consigliamo di proteggerli e di non considerarli degli "equilibristi di gomma". A tal proposito, l'articolo "La Sindrome del gatto volante" offrirà ogni consiglio utile per evitare tragedie ....)

I gatti possono cadere dal primo o secondo piano di un palazzo e non riportare alcuna ferita.
Possono poi cadere da un terzo a un sesto piano e farsi molto male o morire.
Ma poi accade come un miracolo: da altezze maggiori i "gatti volanti" si salvano nuovamente! E' chiaro che ciò non accade grazie all'intervento di un inspiegabile potere, che fornisce loro una momentanea immortalità, o ad una speciale preferenza che la Dea bendata riserva a queste adorabili creature...

Ciò è reso invece possibile dal fatto che il gatto è dotato di un particolare riflesso che gli permette di raddrizzarsi durante la caduta, capacità che scaturisce dall'estrema elasticità della sua spina dorsale, dalla sua muscolatura agilissima ed dal suo udito molto efficiente.
 Quando cade da altezze maggiori, il gatto ha il tempo di raddrizzarsi, di assumere una posizione da "nuotatore", di rilassare tutte le sue articolazioni e di aprire le quattro zampe.
Tutto ciò riduce, com'è facile immaginare, l'impatto con il suolo.
Quando cade da altezze pari al terzo-sesto piano di un condominio, invece, il gatto non ha il tempo di realizzare questi movimenti e quindi, raggiungendo la velocità di 100 km/h, spesso la caduta gli porta gravi fratture o gli è addirittura fatale.
La "modalità di caduta" del gatto è stata ampiamente studiata e filmata (con opportuni supporti di salvataggio sottostanti, ovviamente...) dai ricercatori proprio per questo suo particolare svolgimento.

IL GATTO, LE STREGHE, IL DEMONIO e LA CHIESA CATTOLICA ...

Questa particolarità capacità del gatto ha assunto nel corso della storia vari significati agli occhi dell'uomo, significati che gli sono stati spesso anche purtroppo più fatali delle cadute stesse!
Se si fa un passo indietro nella storia e si ripensa all'Alto Medioevo, ci si ritrova in un'epoca molta buia e tragica per i nostri mici: in tale periodo storico, infatti, la Chiesa Cattolica prese a perseguitare i gatti, considerandoli piccoli "inviati di Satana".


In quella infausta epoca, infatti, e grazie a tali infauste credenza, chi subì una pessima sorte, insieme ai gatti, furono le donne, considerate a loro volta spesso come delle "streghe".

Le donne, si sa, per secoli sono state relegate nelle cucine...E chi c'era in cucina con loro a tenere alla larga i topi? I gatti, appunto.
Fu così che il legame tra donne e gatti (si intenda in questo caso: streghe e messaggeri del demonio...), grazie alla cattiva propaganda della Chiesa Cattolica, si consolidò nell'immaginario popolare.

E così questi piccoli benefattori dell'umanità (ricordiamo che per secoli e secoli i gatti hanno salvato le nostre provviste di cibo dalla calamità rappresentata dai topi - ma anche intere biblioteche, quindi il sapere umano..-... valga per tutti la civiltà egizia che al gatto dovette la sua sopravvivenza, e perciò lo rese, molto intelligentemente a nostro parere, una divinità nella figura della dea Bastet)... Questi benefattori baffuti dell'umanità, dicevamo, iniziarono ad essere considerati degli esseri infernali e "stretti collaboratori" di donne malefiche...
Crudeli metodi di tortura e uccisione furono progettati per sterminarli, uno dei quali consisteva proprio nel buttarli dalle torri.
Ma ecco che, con massimo stupore dei loro invasati carnefici, spesso i gatti non morivano!
E questo "prodigio" rafforzava ancora di più la credenza che fossero esseri satanici ed anche più "potenti" di quanto si era immaginato .... (Pensiamo che prima o poi la Chiesta Cattolica dovrà tributare un "Mea Culpa" ufficiale nei confronti del "felis silvestris", per ciò che gli ha fatto sopportare nel corso dei secoli; è una specie che all'umanità ha fatto solo dell'utilissimo bene, a parte incantarla con la propria bellezza!)... Quella che era in realtà soltanto un'abilità derivante dalle sue caratteristiche strutturali, è stata considerata come un dono consegnatogli da Satana in persona: non una vita, aveva il gatto, come le creature di Dio, ma molte di più!

SETTE O NOVE VITE?

I pareri sul numero delle vite del gatto, se siano 7, cioè, o siano 9, sono discordi.
Quello che trova più credito e più ampia diffusione è comunque che ne abbia 7.

Nove vite sembra le abbia solo nel Regno Unito ...

La confusione tra il nove ed il sette deriva probabilmente anche dal cosiddetto "gatto a nove code" che non è un gatto reale, ma è il nome di un antico strumento di tortura (usato già dagli antichi Romani...) adoperato nella flagellazione.
Era costituito da nove stringhe di cuoio, alle cui estremità si trovavano artigli metallici, palline di piombo e altri arnesi contundenti.
Colpendo la vittima con tale frusta, gli si strappava via la pelle.

Anche  a tal proposito vorremmo osservare: ma avete mai visto un gatto così feroce? Definizione più adatta sarebbe stata forse "mano a nove dita" ...Ma si sa, l'umanità ha spesso preferito mascherare la propria crudeltà e la propria ferocia deviandole linguisticamente sul mondo animale (che crudele, invece, non è mai).

LA PERFEZIONE DEL NUMERO 7 ....

La scelta del numero 7 per indicare le caratteristiche "superumane" del gatto (ma non superfeline, beninteso...) è presto spiegata.
Nella numerologia cristiana il 7 è il simbolo del "perfetto", della divinità,  del soprannaturale, poiché è la somma del 3, che indica ciò che attiene a Dio e del 4, che indica ciò che attiene al Mondo. 
Quindi è il numero che indica la completezza.

Anche i Pitagorici ritenevano il 7 il numero perfetto, ma anche il numero che ordina il ritmo ciclico dei fenomeni e che suddivide lo sviluppo dell'essere umano ...
Il 7 è un numero molto ricorrente, nelle religioni, nelle filosofie e nei sistemi dell'umanità...
Per esempio: anticamente cinque erano i pianeti (Marte, Terra, Giove Venere, Saturno) che sommati  al Sole e alla Luna, danno 7; sette sono i giorni della settimana (... e il settimo Dio si riposò); a sette mesi i bambini iniziano a mettere i dentini di latte; a 14 anni (7+7) c'è il passaggio alla pubertà; sette sono le note musicali (do, re, mi, fa, sol , la si) e sette sono i colori dell'arcobaleno (viola, blu, azzurro, verde, giallo, arancio e rosso)....
Insomma: per voler intendere che il gatto era una creatura "magica", per indicare la sua completezza e la sua aurea di sacralità (anche se temuta...), per esprimere il suo stupore verso quello che Leonardo da Vinci ha definito "il capolavoro della Natura", l'umanità gli ha necessariamente dovuto attribuire il numero di vite che indica la perfezione.
Meravigliosamente la ha espressa Pablo Neruda nella sua "Ode al gatto". Alcuni versi..:
"Soltanto il gatto 
apparve completo 
e orgoglioso: nacque completamente rifinito,                   
cammina solo e sa quello che vuole. 
(...)
Non c'è unità 
come la sua, 
non hanno 
la luna o il fiore 
una tale coesione..."

I gatti avranno raccolto e raccoglieranno di certo con piacere tanti bei complimenti, ma sempre con tacita consapevolezza e senza grande stupore: loro non nutrono alcun dubbio sulla propria eccellenza.

Fonte
http://www.farminachannel.com/d_viewarticolo.php?articolo=1599