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mercoledì 28 ottobre 2015

Strage di gatti neri per Halloween



Ci risiamo rieccoci ad Halloween e come ogni anno le solite raccomandazioni.

Messe nere e sacrifici: ad Halloween c'è chi vuole fare la festa ai gatti neri.

Quelli a rischio nella notte del 31 ottobre sarebbero «migliaia - secondo Lorenzo Croce, presidente dell'associazione animalista Aidaa - uccisi e sacrificati da gruppi di satanisti fai da te, in un non ben definito rito della magia nella notte delle streghe». Le zone italiane più a rischio sono proprio Terni e Perugia, «dove lo scorso anno - spiega Croce all'Adnkronos - abbiamo beccato un gruppo che faceva un rito esoterico dentro una chiesa sconsacrata«. Altro luoghi off limits in questo periodo per i gatti neri, sempre secondo l'associazione, il Piemonte, il varesotto, la zona a cavallo tra Viterbo e Roma.

 Per fronteggiare questo fenomeno «in diminuzione ma pur sempre allarmante», l'Aidaa ha organizzato, nei giorni a cavallo del 31 ottobre «ronde formate da gruppi di quattro persone che vigilano su sessanta obiettivi (quelli dove sappiamo che si svolgono riti satanici), per controllare che non si verifichino ancora sacrifici di gatti neri o altri animali».
 
Dalle 22 alle 2 della notte, «i pattuglioni gireranno armati di solo telefono e torce pronti a chiamare la polizia nel momento in cui verificassero situazioni allarmanti».
 
I luoghi preferiti dove “consumare” questi sacrifici sono cimiteri, ex chiese sconsacrate e boschi.
Secondo le stime dell'Aidaa, «che arrivano da segnalazioni fatte all'associazione» ogni anno in totale sono almeno 35mila i gatti neri che vengono uccisi.
 Nonostante l'allarme, l'Aidda avverte: «Non vogliamo fare nessuna “caccia alle streghe”. La situazione, anche se rimane preoccupante è in netto miglioramento».
 A chi ha un gatto nero in casa, il presidente Croce dice: «Nessuna isteria, però in questi giorni, dategli un occhio in più».

Fonte:
 http://www.leggo.it/NEWS/ITALIA/strage_di_gatti_neri_per_halloween_quot_ci_fanno_i_riti_satanici_attenti_al_vostro_quot/notizie/341180.shtml


lunedì 27 luglio 2015

gattino adotta un coniglio





Un gatto si prende affettuosamente cura di un cucciolo di coniglio: un video tenero, che dimostra l’amore dei mici nei confronti di altri cuccioli!


Nel dolcissimo filmato odierno vogliamo mostrarvi ancora una volta quanto possa essere ampio e vario l’amore dei gatti nei confronti dei cuccioli della propria specie, e di quelli appartenenti ad altre categorie animali.Nella fattispecie di oggi, un gatto si prende teneramente cura di un piccolo coniglio, evidentemente impaurito per dover affrontare le prime fasi di crescita da solo. Il coniglio è un animale che appartiene alla famiglia dei leporidi, e si nutre prevalentemente di erba, foglie secche, semi, radici, cortecce, verdure.

Generalmente, i conigli sono animali molto affettuosi e socievoli e – seppur non raggiungono i picchi di socievolezza e di docilità come i gatti o i cani – sono molto spesso utilizzati come animali domestici e da compagnia, rendendosi disponibili all’affetto che gli viene manifestato. Così come molti altri animali da casa, anche i conigli richiedono le attenzioni dei padroni quando hanno fame o hanno particolari necessità.

 In casa i conigli sono generalmente piuttosto puliti e non arrecano grandi disturbi se curati con costanza.

La convivenza tra i gatti e i conigli in ambito domestico, come confermato da questo tenerissimo video, sembra essere più che comprovata. Voi che ne pensate?

FONTE
http://www.mondogatti.com/324/gatto-adotta-un-piccolo-coniglio.html

domenica 14 settembre 2014

Iris e il gatto Thula: amicizia oltre l'autismo


Iris ha 4 anni e vive in un mondo colorato e sereno, fatto di arte, musica e amore.

 L'arte è quella dei suoi bellissimi dipinti, la musica è quella del violino che suona mentre guarda un'orchestra esibirsi su Youtube, l'amore è quello di due genitori attenti che, da un lato dedicano alla bambina tutte le cure che l'autismo richiede (le è stato diagnosticato nel 2011), dall'altro diffondono attraverso il web e i social network tutte le iniziative tese a migliorare la qualità della vita della figlia.

 E diventano così anche un punto di riferimento per altri genitori nella stessa situazione. L'ultimo entrato in casa Halmshaw, in Gran Bretagna, è un gatto di nome Thula, che da qualche mese fa compagnia a Iris.

"Con lui - raccontano i genitori dalla pagina Facebook Iris Grace Paintings -  Iris è migliorata molto: parla di più, è più aperta. Addirittura accetta di vestirsi più facilmente rispetto a prima. La bimba racconta a Thula le storie e le avventure che inventa con i suoi giochi, gioca a nascondino, spiega il procedimento dei suoi dipinti e il gatto, pazientemente, la segue in tutte le attività della sua giornata.
 La sera, poi, si addormentano insieme".
Un'altra storia che conferma gli effetti positivi sull'autismo del rapporto tra uomo e animale. Di Iris Grace e dei suoi dipinti avevamo già parlato nel 2013, quando la famiglia, dopo la pubblicazione dei disegni su Facebook, aveva ricevuto tantissime richieste.
(a cura di Virginia Della Sala)


http://www.repubblica.it/esteri/2014/09/12/foto/la_storia_di_iris_e_di_thula_amicizia_oltre_l_autismo-95569998/1/?ref=HRESS-2#1

lunedì 1 settembre 2014

Gino il Gatto Amico dei Vigili Urbani


Torino, il gatto amico dei vigili urbani:
“Ci addolcisce le giornate”






                             LA STORIA

Gli agenti municipali: «Facciamo la colletta per le sue crocchette»

Gino, adottato e felice «Rende le nostre giornate migliori» dicono i vigili urbani della sede di via Saluzzo. Tutti sono coinvolti nell’adozione di Gino, per mantenerlo fanno una colletta


TORINO
«Gino è la nostra più bella distrazione. In mezzo a tutte le preoccupazioni quotidiane, lui ci addolcisce la giornata», dice Piero Zabeo, comandante dei vigili urbani di San Salvario.
 Gino è un gatto grigio con gli occhi verdi di dieci anni, che da parecchio tempo è stato «adottato» dai vigili di via Saluzzo 26.
Vive con loro, dorme nel cortile e nel deposito auto, prende il sole coricato a pancia in su sulle scale di emergenza. Per tutti i vigili del comando via Saluzzo, ma anche per i commercianti e residenti della zona, lui è il «gatto vigile» di San Salvario.

Una mattina se lo sono trovati dentro al cancello, una vigilessa ha iniziato a dargli da mangiare, e da quel giorno non se n’è più andato. «Ci prendiamo cura di lui tutti i giorni, facciamo una colletta per comprargli le crocchette – continua Zabeo -, e per pagargli le spese veterinarie. Ha un paio di cucce a sua disposizione sparse per il comando». Gino lo adorano tutti, anche la vigilessa Rosalba, a cui i gatti non sono mai piaciuti ma per lui ha fatto una deroga alla sua disaffezione per i felini.

Ad occuparsi maggiormente di Gino sono due vigili, Tiziana e Michelangelo, i più animalisti tra i colleghi: «Ci mette sempre addosso una gran quantità di buon umore – racconta Tiziana -, ormai noi siamo diventati la sua famiglia adottiva. Da qualche tempo purtroppo ha dei problemi ai reni, e la veterinaria gli ha prescritto una dieta particolare». È un micio vivace e giocoso, che non sopporta i cani e nessun gatto che si avvicini al «suo» territorio.
 D’inverno Gino si accoccola sul motore delle auto dei vigili per riscaldarsi la pancia, è pienamente a suo agio quando si siede sul vaso delle ficus nell’ufficio del comandante, e ce la mette tutta per tentare di schiacciare il pulsante d’apertura del cancello di via Saluzzo, imitando invano il gesto dei suoi padroni in divisa.

Nessuno sa se sia un gatto selvatico o domestico, ma vista la poca diffidenza che ha con gli umani, c’è da pensare che prima di abitare con i vigili avesse avuto un proprietario. Di certo non ha perso la sua natura da predatore: una volta c’è voluto l’intervento dei vigili per far scappare dal cortile del comando uno scoiattolo che Gino non cessava di puntare.

Articolo tratto da “Animalia”, la pagina che trovate ogni mercoledì sull’edizione torinese del nostro quotidiano  

http://www.lastampa.it/2014/08/27/societa/lazampa/torino-il-gatto-amico-dei-vigili-urbani-ci-addolcisce-le-giornate-h69IB5yb6yQ56QFEtNHGzN/pagina.html

giovedì 10 luglio 2014

Un paese intero adotta un micio rimasto solo

 (Un grande esempio di amore e solidarieta' umana nei confronti dei nostri amici quattrozampe)

        E’ anche una storia di grande umanità quella che arriva da Poggibonsi (Siena).
                                     
La scorsa settimana un abitante del posto ha avuto un incidente stradale ed è stato portato all’ospedale.
Anche sua madre è all’ospedale e, visto che in famiglia sono soltanto loro due, il problema più grave era chi si sarebbe occupato dell’amatissimo gatto, rimasto l’unico «abitante» dell’appartamento?

Il giorno in cui sono stati ricoverati, mamma e figlio si sono posti subito il problema del micio: a chi lasciarlo? Ed è a questo punto che, secondo quanto riporta La Nazione, sono entrati in azione i vigili urbani e l’associazione di volontariato Unici amici, dedita da tanti anni alle colonie di gatti randagi della città.

Mamma e figlio hanno dato le chiavi di casa alla polizia municipale e tutti i giorni i vigili aprono la porta ai volontari dell’associazione, che si prendono cura del gatto, rifocillandolo a dovere. Sarà così fino a che mamma e figlio non torneranno a casa.

«Ci occupiamo delle varie colonie di gatti della città, accudendo circa 150 al giorno. La nostra associazione è nata proprio con questo obiettivo».
I volontari di Amici unici, 12 in tutto (i soci dell’associazione sono una cinquantina), preferiscono i fatti alle parole.
Sono estremamente riservati e fosse stato per loro la storia del gatto rimasto temporaneamente senza padroni e di cui si prendono cura grazie alla collaborazione dei vigili non sarebbe mai finita sotto i riflettori.

Ma è bella, curiosa, in tema con lo spirito natalizio, e meritava di essere raccontata.

Una storia insolita anche per i vigili, ai quali probabilmente non era mai capitato di dover sbrigare un compito del genere.
Il gatto magari soffrirà un po’ di solitudine, in attesa dei suoi padroni, ma è accudito e coccolato da persone, i volontari di Unici amici, che ai gatti in difficoltà hanno dedicato gran parte della loro vita e quindi sanno come trattarli i mici.
Compreso il protagonista a quattro zampe della nostra storia, che a un certo punto, con i suoi padroni all’ospedale, si è ritrovato da solo.

Mamma e figlio, però, anche se in questo momento alle prese con problemi di salute, non si sono dimenticati del loro amico con il pelo e sono stati tranquilli soltanto quando lo hanno saputo in buone mani.

Potesse parlare il gatto ringrazierebbe tutti: i suoi padroni, i vigili e i volontari dell’associazione.

Fonte: La Nazione

venerdì 4 luglio 2014

Una senzatetto e una randagia si incontrano in un cimitero e si salvano a vicenda


Una donna, con una storia difficile alle spalle, e una gatta rinascono insieme




Una vita da sbandati, l’incontro in un cimitero e rinasce la speranza di un futuro migliore.

 Sembrano tre ingredienti buttati a caso, ma invece sono la ricetta che il destino ha riservato a una donna senza tetto e a una gatta randagia.

Protagonisti di questa storia sono Roza Katovich e una micia bianca e nera di nome Miss Tuxedo.

Entrambe erano senzatetto, misere anime i cui percorsi si sono incrociati nel più improbabile dei posti - una tomba a Colma, in California - e, in qualche modo, si sono salvate l’un l’altra.

«Venivo qui, qualche volta, sei, sette ore al giorno e restavo semplicemente seduta. È incredibile quante cose affascinanti puoi notare se rimani seduto in silenzio. L’intera creazione di Dio - puzzole, procioni, talpe, uccelli... e gatti - racconta Roza al sito Sfgate.com mentre siede davanti alla semplice e impeccabilmente tomba del compagno nel Cimitero Serbo di Colma -. Uno di questi animali era Miss Tuxedo. Credo che lei sia la ragione per cui sono ancora qui».  

La storia di Roza, 56 anni, comincia nel 2000, quando Rich, l’uomo che era al suo fianco da 22 anni, muore di aneurisma mentre i due sono accoccolati sul loro divano a guardare un film. Suo padre muore tre giorni dopo.
Lo choc e il dolore la portano ad avvitarsi in una spirale di depressione e problemi di salute che le impediscono di tornare al suo lavoro. Due anni fa, a seguito della vendita dell’edificio, Roza perde anche l’appartamento dove abita a Mariner’s Island, in San Mateo.
Non avendo una famiglia vicino, finisce a dormire in una serie di motel economici, mentre la depressione diventa via via più grave e e la speranza diventa sempre più sfuggente.
Spende la maggioranza delle sue giornate vicino alla tomba di Rich, occupandosi dei fiori che ha piantato, parlandogli e cantandogli canzoni, qualche volta piangendo, ma soprattutto facendo vagare lo sguardo sul mare di croci ortodosse di marmo.

Come la maggioranza dei cimiteri di Colma , il Cimitero Serbo è popolato di gatti selvatici che danno la caccia ai roditori. Roza inizia a rinoscerli e , senza pensarci più di tanto, comincia ad assegnar loro dei nomi: Doobie, Piggy, Bonnie Baby, Miss Tuxedo.  

«Non so perchè, ma Miss Tuxedo ha cominciato a seguirmi» racconta Roza Katovich. «Non si è voluta far toccare per un sacco di tempo. Lentamente, sono riuscita a sfiorarle la coda. Poi la testa. Un giorno mi ha lasciato grattare le sue orecchie e a quel punto era fatta. Da quel momento in poi, non mi ha più lasciata. 
«Stavo mettendo a posto un vaso per Rich e ha cominciato a darmi dei colpetti con la testa sotto le mani. Era come se stesse dicendo “No, no, ama me”. Improvvisamente avevo uno scopo. Non sapevo perchè, ma questo gatto mi amava».  

Vedere Miss Tuxedo ogni giorno solleva un po’ Roza dal suo isolamento e distrae la sua mente dal lutto.
Prendersi cura di lei la aiuta Roza a scrollarsi di dosso la depressione, almeno abbastanza da farle presentare domanda per una casa a canone ribassato. L’anno scorso, infatti, arriva un appartamento a San Mateo e lei ci si trasferisce. La sua compagna di casa? Miss Tuxedo.
«Ho avuto il permesso di portarla - dice Roza - il mio dottore ha detto che la mia vita dipendeva da lei. Immagino abbia ragione».  

http://www.lastampa.it/2014/06/26/societa/lazampa/una-senzatetto-e-una-randagia-si-incontrano-in-un-cimitero-e-si-salvano-a-vicenda-2HI7mXINymVNeI5ovyO

venerdì 6 giugno 2014

UN'AZIONE CHE VALE UNA VITA!


Animal Equality Italia

UN'AZIONE CHE VALE UNA VITA! 

Questo breve video che mostra la bellezza di un gesto unico, che permette ad un cerbiatto di poter tornare dalla sua mamma! 

Afferma uno dei ragazzi che è intervenuto: 

"Passando abbiamo sentito il pianto di un cucciolo e quando ci siamo avvicinati per controllare, abbiamo trovato un cerbiatto intrappolato tra le sbarre di un cancello. Pensavamo fosse ferito, ma successivamente abbiamo realizzato che era solo intrappolato, così in maniera delicata lo abbiamo tirato fuori. Appena si è reso conto di essere libero è corso incontro alla mamma che per tutto il tempo aveva osservato la scena stando a distanza."


toccante salvataggio di un cerbiatto

lunedì 24 febbraio 2014

Una scatola nella neve

Gli angeli si presentano in mille modi, per questi due gattini il loro angelo era semplicemente un umano dal cuore d'oro

Questa tenera storia vale la pena raccontarla:

Mentre stava lavorando un uomo ha visto che c’era qualcosa nella neve:

 una scatola.

Era una gelida giornata invernale  e la scatola era talmente coperta di neve che quasi non si vedeva. Quello che questo signore ha trovato nella scatola gli ha spezzato il cuore… così ha deciso di portarla a casa con sè.

La scatola era bianca e praticamente mimetizzata con la neve:


Quando si è chinato per guardare dentro la scatola, l’uomo ha visto una scena davvero triste:
 Un gattino, al freddo e al gelo, ammalato, accucciato accanto a del cibo completamente ghiacciato.

Poi ha guardato più da vicino. Ce n’era un altro, nascosto dietro  il fratellino, anche lui tutto accovacciato per il freddo.

Non c’erano case, rifugi o cibo nelle vicinanze.

I gattini erano praticamente abbandonati a loro stessi e stavano morendo lentamente in quel gelo.

Così questo signore ha preso i gattini con se, deciso a farli sopravvivere a qualunque costo.

 Il gatto che stava nascosto dietro il fratellino non sembrava così messo male. Era una femmina, un po’ ammalata ma comunque più in salute dell’altro

Senza aiuto il maschietto di sicuro non ce l’avrebbe fatta. Era davvero molto malato, con tutto il muso ferito stava lottando per sopravvivere.

Se separati, i due gattini cominciavano a piangere. Erano terrorizzati di stare l’uno senza l’altra.
Avevano bisogno di cure mediche ma durante quella notte il loro salvatore ha fatto quello che ha potuto.

Li ha avvolti in una coperta per cercare di alzare la loro temperatura corporea, quei piccoletti erano praticamente assiderati

La femminuccia si è ripresa abbastanza  in fretta, ha iniziato persino a fare le fusa per quanto era felice
Ha addirittura iniziato a fare le coccole e e le feste a chiunque le si avvicinasse

Suo fratello invece era davvero molto malato e aveva bisogno di cure veterinarie al più presto


Per fortuna entrambi hanno ricevuto le dovute cure e si stanno rimettendo molto in fretta, grazie anche alle coccole e all’amore della loro nuova famiglia.




Questa storia ha davvero dell’incredibile, quella scatola era praticamente invisibile eppure in qualche modo il signore che li ha salvati l’ha vista.

 Ci rende felici sapere che questi due piccoletti hanno avuto il loro lieto fine, le cose belle succedono e le persone buone e compassionevoli sono davvero tante nel mondo.

(Condividi questa storia con i tuoi amici per regalare loro una super dose di speranza nel mondo:)
by Vegetariani Italiani | feb 20, 2014
fonte
http://blog.pagine-verdi.com/un-signore-trova-una-scatola-nella-neve-non-avrebbe-mai-potuto-immaginare-cosa-conteneva/

sabato 25 gennaio 2014

Bambino autistico rinato grazie al suo amico gatto Billy



Meravigliosa storia quella di Fraser Booth, un bambino inglese di quasi cinque anni, che soffre di autismo, che fino a poco tempo fa, gli rendeva anche le cose più semplici nel quotidiano, come ad esempio aprire un libro oppure bere un bicchiere d’acqua, una vera e propria impresa ma… questo fino a poco tempo fa, perchè oggi, per Fraser Booth queste, sono cose semplici all’ordine del giorno!!!

Ebbene si, perchè come raccontano i genitori di Fraser Booth al Daily Mail, mentre fino precisamente a un paio di anni fa, questo bimbo autistico, ogni volta che non riusciva a fare quello che desiderava, scoppiava in lacrime e si deprimeva, oggi, Fraser Booth è tutto un altro bambino!!!

Semplice, grazie a Billy, un gatto randagio, incontrato al gattile da Fraser Booth: un incontro magico, dal quale è scattato qualcosa… e dal quale, questo micetto e Fraser Booth, sono diventati inseparabili!


Un incontro ed un amico, grazie al quale Fraser Booth, ha capito, che la vita è bella e può essere bella anche per lui. Ebbene si, perchè la vita di Fraser Booth è cambiata, da quando gioca e cresce con Billy… insomma da quando Billy è entrato nella sua vita!



Billy, questo micetto randagio, è riuscito infatti a portare tanta gioia nella vita di Fraser Booth, come racconta la sua mamma “Se mio figlio è in giro o gioca nel giardino il suo gatto è sempre vicino a lui” e spiega “è come se lo controllasse e cercasse di calmarlo ad ogni suo turbameno, riuscendoci.” ed emozionata continua “Billy è sempre nelle vicinanza e ogni volta che Fraser si arrabbia sbuca dal nulla e lo rassicura, sono sempre vicini e si coccolano a vicenda”.


Questo micetto riesce in pratica a capire e a captare i desideri e le emozioni di Fraser Booth; quando vuole giocare, quando c’è qualcosa che lo turba… Billy arriva e racconta la mamma “si siede sempre su di lui quando lo vede giù.”.

Una vita ritrovata… rinata quella del piccolo Fraser Booth, grazie a questo micetto randagio, preso al gattile, come racconta la mamma: “Quando siamo andati al gattile si sono scelti da soli, praticamente, e da allora sono inseparabili.” confessando “Billy ha completamente trasformato la vita di mio figlio, e la nostra” ed emozionata rivela che da quando Billy è entrato nella sua casa, è tornata la felicità, la gioia, perse allora quando ci fu la diagnosi della malattia di Fraser.

E proprio a riguardo dell’autismo, la mamma del piccolo Fraser Booth svela, che in cuor suo, aveva capito subito che c’era qualcosa che non andava nel suo bambino. “Non si sviluppava come gli altri bambini, non reagiva quando gli davamo i giocattoli o gli parlavamo”, anche se di fatto, la diagnosi di autismo dei professionisti, è stata comunque un fulmine a ciel sereno… uno shock.

Una malattia, che non solo ha limitato Fraser Booth nel quotidiano ma che gli ha procurato tanta sofferenza, per l’impossibilità, di fare ogni giorno anche quelle che sono le “piccole cose”, spiega la mamma. “Per lui ogni cosa piccola della quotidianità diventa un’impresa, e ciò gli provoca grandi turbamenti”.

Insomma… una bellissima storia, di una vita rinata grazie ad un gatto: una vicenda, che ancora una volta, riconferma l’importanza della presenza degli animali nelle situazioni delicate, sia per i bambini che per gli adulti!


                                                   il video di Fraser Booth e Billy

fonte 
http://bambinizerotre.it/bimbo-autistico-rinato-grazie-ad-un-gatto-randagio/

sabato 4 gennaio 2014

Gattino incastrato nel motore di un'auto salvato!

Miagolii dal cofano: gatto incastrato nel motore. Salvato, ora cerca casa


I MIAGOLII.
E' la storia di Diesel (così è stato ribattezzato dai volontari dell'Enpa il gatto protagonista di questa vicenda): tutto è successo questa mattina nel pieno centro storico di Firenze, in via de’ Pecori.Qua una ragazza aveva udito dei miagolii che provenivano dal cofano di un’auto parcheggiata.

L'INTERVENTO. La scena è stata notata da una pattuglia di guardie zoofile dell’Enpa che transitava nella zona: le guardie si sono subito attivate per rintracciare il proprietario della vettura attraverso il numero di targa. Dopo una serie di accertamenti il proprietario, residente a Torre del Lago, è stato rintracciato.

IL SALVATAGGIO. Le guardie dell'Enpa, dopo essersi fatte aprire il cofano, hanno trovato, incastrato tra gli ingranaggi del motore, un miagolante cucciolo di gatto. Il proprietario dell’auto non si era accorto di niente. Liberato dalla pericolosa collocazione, tra gli applausi e le grida dei numerosi turisti che hanno assistito alla scena, il gatto è stato subito affidato alle cure dell’ambulatorio veterinario Enpa di via Ricasoli.

IN CERCA DI UNA CASA. Il gatto sta bene, anche se molto impaurito. I volontari dell’Enpa lo hanno battezzato con il nome “Diesel”.

Ps: Questa e' una notizia di novembre quindi non sappiamo se il gattino e' gia' stato adottato ..speriamo di si!! (7 novembre 2013)

Fonte
http://www.ilreporter.it/index.php?option=com_content&view=article&id=28705:miagolii-dal-cofano-gatto-incastrato-nel-motore-salvato-ora-cerca-casa&catid=77:cronaca&Itemid=129.213296

lunedì 30 dicembre 2013

Come tutelare i vostri animali dai botti della notte di Capodanno


Ogni anno sul territorio nazionale almeno 5mila animali (di cui 1500 cani e gatti) muoiono nella notte di San Silvestro a causa dei botti. Il veterinario: «Non lasciateli da soli, ma cercate di rassicurarli. Se necessario esistono anche rimedi omeopatici da concordare col vostro veterinario»
 (Fonte: Comitato provinciale di tutela e controllo degli animali d'affezione)


Si avvicina la notte di capodanno e tanta gente si prepara a festeggiare, come da tradizione, con i botti di mezzanotte. Molti però non sanno ancora che gli animali, soprattutto quelli domestici, non festeggiano affatto in quel momento. Anzi, ne sono terrorizzati e questo può avere gravi conseguenze sulla loro salute. . Ne abbiamo parlato con un medico veterinario, la dottoressa Luana Carini dell’Ospedale Veterinario Farnesiana di via Beati.

Perché gli animali hanno così tanta paura in questi casi? 
«Gli animali - spiega dal dottoressa Carini - interpretano i botti di capodanno come esplosioni improvvise e non sono in grado di discriminare il pericolo reale dalla semplice manifestazione pirotecnica. Quindi lo vivono come un atto violento dal quale fuggire o nascondersi. Sono pochi gli animali che non manifestano paura, ovvero i cani da caccia perché sono abituati agli spari».

«La specie che maggiormente ne risente - sottolinea il medico piacentino - in genere è proprio il cane, compagno fedele di vita dell'uomo, che si sente oltremodo terrorizzato e smarrito, e che spesso reagisce allontanandosi da casa o facendosi del male fino a procurarsi lesioni nel tentativo di fuggire da porte o cancelli. Altre volte trovano spazi angusti in cui rifugiarsi per ore fintanto che non termina l'evento».

«Accade spesso - prosegue - che si manifestino alterazioni del comportamento, a volte con atteggiamenti di aggressività. Oppure patologie gastroenteriche legate allo stress come vomito o diarrea. Gli animali più sensibili sono proprio quelli più anziani, soprattutto i cardiopatici, in cui un forte spavento o un’emozione può indurre una tachicardia ventricolare, sincopi, shock cardiocircolatori ed edema polmonare, spesso fatali. I gatti fortunatamente, in genere, sono meno emotivi in relazione ai fuochi artificiali, ma questo non significa che anche loro non siano sottoposti ad un forte stress che porta spesso a conseguenze patologiche o all'allontanamento da casa, con maggiore gravità per quei soggetti con alterazioni psicofisiche preesistenti».

Che cosa possono fare i proprietari in questi casi?
«E’ logico - spiega la dottoressa Carini - che il modo migliore per prevenire tutto ciò sarebbe quello di evitare completamente l'utilizzo dei botti, anche se ancora le tradizioni sono radicate nelle persone e rendono tutto più difficile. Esistono alcuni accorgimenti da utilizzare: prima di tutto evitare di lasciare a casa da solo l'animale spaventato, rassicurandolo e accarezzandolo per evitare di farlo sentire solo. Inoltre ci si può avvalere dell'utilizzo di alcune sostanze omeopatiche e non, tali da ridurre ansia e stress, somministrandole un paio di ore prima dell'evento, ma sempre con il supporto veterinario. Alcuni di questi farmaci vanno usati con un dosaggio specifico e possono essere pericolosi se somministrati in modo scorretto. E’ inoltre consigliato fare qualche prova nei giorni che precedono l'evento, in modo da giungere il più preparati possibile».


«Ovviamente - conclude il veterinario - sarebbe meglio non dover ricorrere all'utilizzo di sostanze ansiolitiche, a volte pericolose se non usate correttamente, solo per una tradizione ormai ampiamente superata e sempre più pericolosa sia per i nostri amici a quattro zampe che per le persone, i bambini in particolare. E’ ancora davvero necessario nel 2014 utilizzare questi mezzi di divertimento?».

FONTE
http://www.ilpiacenza.it/cronaca/botti-capodanno-animali.html





sabato 7 dicembre 2013

Cuccioli per Natale

  “Bisogna amarli e non abbandonarli dopo pochi mesi”


Con l’arrivo delle feste si scambiano i regali con le persone che amiamo di più ma per gli animali è invece un altro momento nero, fomentato dall’abitudine di regalare per Natale ai bambini dei cuccioli per poi abbandonarli durante l’estate. 

Quando la scelta di portare a casa un nuovo amico a quattrozampe non è consapevole, l’arrivo di un cucciolo di cane o gatto può rivelarsi piacevole per i primi mesi ma rivelarsi un problema quando si decide di partire per le vacanze estive.

Per questo motivo le associazioni di protezione degli animali da sempre sconsigliano di regalare cuccioli per le feste con troppa leggerezza.
 

Se non si è pienamente sicuri di poter curare e prestare le dovute attenzioni a un qualsiasi animale domestico è molto meglio evitare questo tipo di regali.
Per il Natale le adozioni di cani e gatti cosiddette ‘di prova’ fra i centinaia di canili monitorati su tutto il territorio nazionale aumenteranno del 35% rispetto allo scorso anno. Si spera che ciò possa ridurre il rischio di abbandono degli animali di almeno il 25% rispetto all’estate.

Per quanto riguarda le razze dei cani più adottate, la maggior parte delle famiglie italiane si orienta sui cani di piccola e media taglia ma sono in aumento le preferenze dei cani di razza; diminuiscono le adozioni di cani di grossa taglia di cui fanno parte le razze considerate ‘pericolose’ sebbene se ne prevede un maggior numero di abbandoni. Tra i gatti, i più adottati sono gli europei, seguiti da persiani e gatti neri. 


In ogni caso prima di adottare un cucciolo, non vale solo per il Natale, è bene far capire ai bambini più piccoli che prendersi cura di un animale è una responsabilità per tutta la famiglia, in particolar modo per i genitori a cui si chiede il tanto sognato regalo. 





Fonte
http://www.parmadaily.it/Notizia/59759/gattinatale.aspx#.UqDJEtLuJOI

venerdì 29 novembre 2013

NyaRan il gatto più famoso del giappone


Click here for more graphics and gifs!


 Il felino più divertente della rete si chiama NyaRan ed è il nuovo testimonial di Jalan, agenzia di viaggi giapponese in cerca di clienti durante il periodo di recessione economica.


Il gatto è stato scritturato per pubblicizzare le famose terme "Onsen", il monte Fuji e persino le isole Hawaii.

Ovviamente, tutti gli scatti sono prodotti in Photoshop, utilizzando soltanto foto naturali dell'animale.
Nel frattempo NyaRan è diventato una star: le sue pubblicità stanno facendo il giro del mondo e sono diventate un tormentone sui siti e sui blog americani .

Alcune Pubblicita':



   





fonte
http://uncuoregiapponese.blogspot.it/2012/11/il-gatto-piu-famoso-del-giappone.html

mercoledì 20 novembre 2013

Eric e Topper una strana amicizia

Nov 19, 2013

"Così uno dei nostri gatti" (racconta la loro padrona) ama visitareTopper un cavallo, Il suo nome è Eric, che è stato preso  dalla sua nuova famiglia solo di recente.

Eric  e Topper  sono buoni amici.

Il gattino ama visitare l'amico cavallo e lo coccola annusandogli  il   naso.

Ecco le splendide e tenerissime foto:










fonte
http://lovemeow.com/2013/11/barn-cat-visits-horse/

domenica 17 novembre 2013

17 Novembre Giornata Dedicata al Gatto Nero



Oggi è il 17 novembre e come ogni anno dal 2007 a questa parte la giornata è interamente dedicata ai mici più sfortunati, ovvero quelli che a causa del colore del loro mantello vengono bistrattati o perseguitati in nome di una presunta sfortuna che pioverebbe su chi li incontra. In realtà i gatti neri sono animali bellissimi che non hanno nulla di malevolo.
  Ma, si sà, la cattiveria, come la bellezza è negli occhi di chi guarda.



Lasciamo quindi gli ignoranti e i superstiziosi nel loro brodo di malvagità e dedichiamoci ai nostri amici gatti per ricordare a chi vorrà ascoltare che da ignoranza e superstizione si può guarire.

L'iniziativa partita qualche anno fa dall'AIDAA (Associazione italiana per la difesa di animali e ambiente), ha infatti lo scopo di sensibilizzare la popolazione contro le inutili violenze a cui vengono sottoposti questi animali per via del loro colore.
 E oggi sono molte le associazioni che si occupano di gatti che aderiscono alla giornata con iniziative a tema. Alcune di esse serviranno anche a raccogliere fondi per continuare ad assistere i gatti di tutti i colori. E in tempi di crisi Dio solo sa quanto fa comodo un aiuto in più. Partecipate quindi numerosi a quelle a voi più vicine e date, se potete il vostro aiuto.
SOFIA la mia gattona nera