martedì 21 maggio 2013

I Gatti nella Poesia





Una misteriosa creatura 
Il gatto è una figura  presente in tutte le epoche e presso tutte le culture,  spesso elevata al rango di divinità.
 Per gli antichi egizi era considerato sacro e veniva raffigurato in dipinti, sculture,  incisioni, ed era associato al culto della dea Iside, dea che aveva il proprio regno nella notte.
 I secoli bui del Medioevo rappresentano un’epoca di persecuzione del gatto, che veniva addirittura visto come la reincarnazione di streghe e di spiriti maligni.


“Un cane è prosa, un gatto è poesia”, scrive il poeta americano Jean Burden. In effetti, vi è un legame molto stretto tra il gatto e la poesia.
La bellezza sfuggente del gatto viene sublimata nell’arte e nella poesia: l’eleganza e il mistero da lui evocato sono stati fonte di ispirazione per i grandi poeti di tutti i tempi, da Neruda a Verlaine, da Keats a Rilke, da Wordsworth a Heine.

Poeti e gattiTorquato Tasso scrisse Sonetto per i miei gatti, in cui si rivolgeva al suo caro felino chiedendogli di prestargli i suoi occhi per poter scrivere anche di notte.
Una delle qualità più affascinanti del gatto è infatti la capacità di vedere le cose invisibili agli occhi di noi esseri umani.

Francesco Petrarca, che amava molto la sua gatta, morì prima della sua adorata bestiola.
Si racconta che alcuni amici, dando prova di grande ferocia e crudeltà, uccisero la gatta e la seppellirono accanto al padrone. Sulla lapide della povera micia posero un epitaffio scritto da 
Petrarca stesso e a lei dedicato, che diceva: “Secondo solo a Laura”.

Anche per Gabriele D’Annunzio il fascino dei gatti era fonte di ispirazione. Così scrisse in Notturno: “E quanti altri esempi di attenzione infantile verso ogni specie di animali! Cercavo l’orecchio nel pesce, spiavo certi errori d’un condottiero di anatre;  perseguitavo la scelleratezza dei conigli, la ferocia delle cavallette verdi; sussultavo alle strida strazianti dei gatti.”

Gatti bizzarri, singolari, curiosi e indaffaratissimi sono quelli che vivono nei vicoli dei bassifondi londinesi.
Sono loro i protagonisti di Old Possum's Book of Practical Cats (Il Libro dei Gatti Tuttofare) del grande poeta americano Thomas Stearns Eliot.
Si tratta di una deliziosa raccolta di poesie dedicate al gatto e alle sue sfuggenti rappresentazioni. È a questi versi che si ispira il famosissimo musical di Andrew Lloyd Webber “Cats”, che è lo spettacolo teatrale più replicato di tutti i tempi.

Charles Baudelaire, poeta maledetto autore de I Fiori del male, dedicò molti versi a questa piccola tigre, creatura misteriosa e affascinante. Scrisse Baudelaire: “Come le grandi sfingi che indugiano attraverso l’eternità in nobili atteggiamenti sulla sabbia del deserto, i gatti osservano tutto senza curiosità, calmi e saggi.” Indimenticabile la poesia Il gatto,  in cui il poeta paragona l’amore per una donna a quello per un micio. “Vieni bel gatto, vieni sul mio cuore amoroso/ Trattieni i tuoi artigli/ Ch'io mi sprofondi dentro i tuoi begli occhi d'agata e metallo/ gode la mia mano ebbra al toccare il tuo corpo elettrico,/ Vedo in spirito la mia donna: profondo e freddo come il tuo, il suo sguardo, bestia amabile,/ Penetra tagliente come fosse una freccia…”



Volete sapere il segreto per diventare scrittori di successo? Il poeta Aldous Huxley lo rivelò ai suoi allievi: "Se volete scrivere, tenete con voi dei gatti".

Fonte
http://www.wewrite.it/Cultura/i-gatti-nella-poesia.html
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